About me

Pietro Simone Canale, nato a Palermo il 7 giugno 1985, è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli studi di Palermo e partecipa al PRIN 2022 “Rilevamento, trascrizione e schedatura di fonti relative a materie di commercio (Sicilia, XVIII secolo). Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Studi storici, geografici e delle relazioni internazionali dell’Università del Salento, ciclo XXVIII. Ha lavorato al progetto La Suprema Giunta delle Dogane: politica, amministrazione ed economia in Sicilia tra XVIII e XIX secolo, concludendo il triennio con una tesi dal titolo La Suprema Giunta delle Dogane e la riforma doganale siciliana del 1802, tutor prof. Giuseppe Patisso.

Ha conseguito la laurea triennale in Scienze Storiche nell’a.a. 2006-2007, con una tesi in storia contemporanea dal titolo L’eco della legislazione razziale fascista in Sicilia, relatore prof. Giuseppe Carlo Marino, e la laurea specialistica in Storia Europea della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Palermo nell’a.a. 2009-2010, discutendo una tesi in storia economica dal titolo La Suprema Giunta delle Dogane (1786-1813), relatrice prof.sa Ida Fazio.

Ha conseguito il titolo di master universitario di II livello in “Libro, documento e patrimonio antropologico. Conservazione, catalogazione, fruizione” dell’Università degli studi di Palermo nell’anno accademico 2011-2012. Dall’esperienza del master nascono l’associazione di promozione sociale Librido – Laboratorio di Studi e Servizi Culturali, fondata insieme con i colleghi Vincenzo Bagnera, Alessandra Mangano, Alessio Angelo, Biagio Bertino, Anna Amandorla, Agostina Passantino, Tiziana Sparacino, e il blog-rivista Libido Legendi.

Ha frequentato l’ultimo anno della Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Palermo, conseguendo il diploma nell’a.a. 2007-2008.

Ha pubblicato per «Itinerari di ricerca storica», Riforme e condizioni economiche della Sicilia di fine Settecento in due rappresentanze di Giacinto Dragonetti nel n. 2 (2020); La Suprema Giunta delle Dogane e la riforma doganale di Giovan Battista Scaglia nel n. 2 (2019); per la e-review «Mediaeval Sophia», Biblioteche USIS. Un’American library a Palermo nel n. 14 (2013); per «Dialoghi Mediterranei», Almanacchi, almanacchi nuovi, lunari nuovi. Bisogna, signore, almanacchi? insieme con Alessio Angelo nel n. 12 (2015); Eliotropia, sangue di drago e unghia della gran bestia nel n. 51 (2021).

Nel 2014 crea, insieme con Nino Fricano, il blog di storia locale CasteldacciaPuntoDoc, spazio che raccoglie documenti sulla storia di Casteldaccia.

Dal 2015 collabora con la redazione web della Società Italiana di Storia del Lavoro (SISLav).

Ha partecipato al VII Congresso dell’AISU (Associazione Italiana di Storia Urbana), con la collaborazione dell’Università degli studi di Padova, “Food and the City”, tenutosi a Padova, dal 3 al 5 settembre 2015, con il contributo dal titolo La riforma doganale siciliana del 1802: conflitti e resistenze locali nella “grande trasformazione”, il quale è stato pubblicato in Città e cibo dall’antichità a oggi. Cities and food from past to present a cura di Luca Morelli, AISU, Torino 2023, pp. 313-321.

Dal 2020 al 2022 ha collaborato alla rubrica “Il soffio di Eolo” della rivista L’Identità di Clio

Dal 2016 al 2024 ha insegnato filosofia e storia al liceo.

1 Response to About me

  1. Avatar di Ferruccio Lusari Ferruccio Lusari ha detto:

    Gentilissimo,

    ho letto il suo testo su Casteldaccia, mi permetto ora di chiedere il suo parere su un topomimo che ha la stessa finale. Si tratta della piccola località di Caffaraccia che si trova a circa 1000 metri di altezza nell’alta Val Taro (PR). Il luogo secondo le fonti storiche fu dimora della famiglia Platis (che nel sec. XV si affermò nella pianura padana). L’origine della famiglia era longobarda come si rileva dalla parte del toponimo “fara”. Cà sta per casa, resta sempre il dubbio sulla finale accia. Le chiedo cortesemente se ha qualche indicazione in merito; la ringrazio per l’attenzione e le invio i miei cordiali saluti.

    Ferruccio Lusardi

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