Università di Foggia
Dipartimento di Scienze Sociali
BAE – sala riunioni
16 gennaio 2026
11.00 – 18.00
Il periodo 1734-1746 è considerato unanimemente dalla storiografia come una fase di coraggioso intervento della nuova monarchia indipendente borbonica sul piano delle riforme delle istituzioni e dello statu quo. A prescindere dai suoi esiti, il primo riformismo borbonico fu orientato all’applicazione di modelli di governo già in corso di sperimentazione nelle monarchie coeve europee, volti alla crescita del commercio in un quadro di competizione internazionale. Elemento costitutivo del nuovo paradigma di governo, non più informato alla prudenza ma alla trasformazione dell’esistente, è la definizione del ‘commercio’ come materia di governo e il coinvolgimento nelle procedure decisionali di portatori di saperi del ‘commercio’: non solo e non tanto quelli tecnici e mercantili, a vario titolo coinvolti tanto nel diffuso fenomeno del progettismo quanto negli organismi consultivi che segnano la stagione tardo-mercantilistica, ma anche saperi economici in senso più alto, i cui linguaggi e la cui episteme irrompono nella testualità delle consulte di governo. Definiamo questi saperi come expertise, ovvero una competenza non basata sulla pratica, bensì su linguaggi universalistici che si avvicinano a quelli della repubblica delle lettere ma che emergono all’interno della macchina amministrativa, chiamati a legittimare il comando sovrano e connessi alla produzione del diritto positivo tardo-mercantilistico. Continua a leggere
