Il tesoro di re Ruggero di M. Lanza

Mariano LANZA, Il tesoro di re Ruggero, prefazione di Pasquale Hamel, Palermo, La Zisa, 2011, 315 pp. (Il quadrifoglio, 34), ISBN 9788895709888.

L’autore si cimenta nella scrittura di un romanzo storico. Il volume si inserisce nel rinnovato interesse per la storia della Sicilia in età normanna e nel prepotente ritorno del romanzo storico, quale genere prediletto dei lettori abituali di best sellers.
La vicenda del romanzo si sviluppa durante i burrascosi giorni in cui la Sicilia attende l’arrivo di Enrico VI di Hohenstaufen, marito di Costanza di Altavilla, figlia di Ruggero II. Un gruppo di valorosi guerrieri normanni, guidati dall’ammiraglio Margherito cerca invano di difendere i diritti di Sibilla e dell’infante Guglielmo III e di fermare l’avanzata degli imperiali. Continua a leggere

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A proposito di calendari… che fine hanno fatto i giorni dal 5 al 14 ottobre del 1582?

Chi nacque in un giorno compreso tra il 5 e il 14 ottobre qualche anno prima del 1582, trovò sicuramente difficoltà nel festeggiare il proprio compleanno proprio nel 1582. Questa bizzarra premessa nasconde davvero una questione storica. È vero che nei secoli precedenti la maggior parte della gente non sapesse con precisione quando fosse nata (al massimo ne ricordava il periodo, “qualche giorno dopo la festa di san…”, “la vigilia di…”, ma che si ricordasse il giorno e l’anno era molto raro) e che non si desse importanza ai compleanni. Tuttavia, i giorni dal 5 al 14 ottobre del 1582 proprio non ci sono! Sono stati tagliati fuori dai calendari, dal computo della storia! È necessario quindi spiegare perché. Nel 1582 papa Gregorio XIII, al secolo Ugo Boncompagni (Bologna, 1501 – Roma, 1585), introdusse, con la bolla Inter gravissimas del 24 febbraio, un nuovo calendario, detto, appunto, “gregoriano”. Fino ad allora era stato utilizzato il calendario giuliano, elaborato nel 46 a.C. dall’astronomo greco Sosigene di Alessandria e promulgato da Giulio Cesare, dal quale appunto prende il nome.  Continua a leggere

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Il professore controcorrente che intuiva i grandi cambiamenti di T. Gullo

Francesco Renda ha vissuto da protagonista i grandi eventi della Sicilia: da Portella della Ginestra alla strage del pane, alla lotta per i giovani minatori delle zolfare

Lui c’era. In ogni svolta della storia siciliana degli ultimi settant’anni Francesco Renda, morto stamattina a 92 anni, era lì: il primo maggio a Portella della Ginestra nel giorno dello sterminio dei contadini a opera del bandito Giuliano e dei suoi ancora ignoti accoliti; nelle trincee della guerra mondiale; in via Maqueda nel giorno nero della strage del pane; nei feudi strappati con lacrime e sangue ai latifondisti; nelle miniere di zolfo a tirare fuori i “carusi” dalle viscere della terra; nelle aie a difendere la legge che ripartisce in modo più equo il grano tra proprietari e mezzadri; nelle segrete stanze del partito comunista dove cerca con sforzo titanico di perorare la deviazione dai canoni leninisti verso una prassi che contemplasse la saldatura della cultura comunista con il liberalismo di Croce e di Gentile; nelle aule dell’Università a divulgare la storia di cui si nutre negli archivi di tutta l’Isola e non solo. E c’era nel parlamento della Regione per tentare di dare un’anima a quell’Autonomia nata nella confusione e proseguita nell’ambiguità, «palla al piede» a suo dire dello sviluppo dell’Isola. Continua a leggere

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Morto lo storico Francesco Renda: sfuggì alla strage di Portella

Si è spento nella sua casa di Palermo. Era nato a Cattolica Eraclea (Agrigento) 91 anni fa. Domani all’Istituto Gramsci i funerali laici. Il cordoglio del presidente Napolitano

È morto stamane Francesco Renda, professore emerito di Storia moderna dell’università di Palermo. Lo storico si è spento nella sua casa nel capoluogo siciliano. Era nato a Cattolica Eraclea (Agrigento) 91 anni fa. I funerali laici si svolgeranno domani alle 11 nella sede dell’Istituto Gramsci, in via Paolo Gili 4, all’interno dei Cantieri culturali alla Zisa.
Dopo la laurea in filosofia, Renda si iscrive giovanissimo al Partito comunista italiano e diventa segretario responsabile della Camera confederale del lavoro di Agrigento. Il 1° maggio del 1947 sarebbe dovuto intervenire come oratore a Portella della Ginestra, ma un guasto alla moto lo fece arrivare in ritardo, quando la strage era già avvenuta. È stato segretario regionale dei minatori della Cgil e membro del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro nonché presidente dell’Ufficio regionale della Lega nazionale delle cooperative. Continua a leggere

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