L’eredità della Rivoluzione francese a cura di F. Furet

L’eredità della Rivoluzione francese, a cura di François Furet, Roma-Bari, Laterza, 1989, 328 pp., (Stato e Società), ISBN 8842033391.

Il libro curato da François Furet raccoglie undici saggi scritti, in occasione del bicentenario della Rivoluzione francese, da «specialisti di più nazioni […] intorno a una questione comune, quella di capire perché i principi del 1789 continuano a modellare la civiltà politica comparsa allora e in cui ancora viviamo» [p. 21].
La prima parte dell’opera, dal titolo La Rivoluzione francese nel XIX secolo [pp. 23-196], analizza e cerca di comprendere i principi dell’Ottantanove alla luce del pensiero politico e filosofico dei contemporanei, delle critiche da questi furono mosse e del gran fermento speculativo che la Rivoluzione comportò già nel suo immediato prodursi. Continua a leggere

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Il trono vuoto di P. Viola

Paolo VIOLA, Il trono vuoto. La transizione della sovranità nella rivoluzione francese, Einaudi, Torino 1989, 200 pp., ISBN 88-06-11447-6.

Prima dei fatti del 1789 il termine “rivoluzione” indicava un grande atto riformatore che facesse uscire lo Stato dall’illegalità, rendendo una «libertà precedente, forse mai esistita prima di allora, ma in qualche modo radicata nella ragione umana, e quindi nel tacito patto fra chi governa e chi è governato» (p. VII).
La rivoluzione francese fu, invece, un fenomeno innovativo, che colse di sorpresa sia le persone colte e politicizzate, sia «chi era stato da sempre oggetto passivo della sovranità e si trovava ora a esserne collettivamente il soggetto» [p. VIII]. Continua a leggere

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Perché il Sud è rimasto indietro di E. Felice

Emanuele FELICE, Perché il Sud è rimasto indietro, Bologna, Il Mulino, 2013, 258 pp., (Contemporanea, 233), ISBN 978-88-15-24792-6.

Leggere il libro di Emanuele Felice mi fa tirare un sospiro di sollievo. Da qualche tempo mi chiedevo, dove fossero finiti gli storici, in un momento in cui la storia è stata ridotta a variante per libro da classifica e scritturata per recitare la parte nella compiaciuta pantomima del talk-show bipartisan.
È bene ricordare che la storia non è esito di una verità rivelata, ma il frutto di una dura ricerca condotta con rigorosa metodologia sulle fonti (siano esse documentarie, archeologico-materiali e/o orali) e non frutto della doxa e del sentimento.
Emanuele Felice, docente di storia economica presso l’Università Autonoma di Barcellona – ma anche uno di quei “cervelli” fuggiti dal Meridione -, ci dimostra in questo bel libro, come si faccia un buon libro di storia, soprattutto in un momento in cui titoli suggestivi e improbabili, sedicenti narratori e «tesi pseudorevisioniste (il vero revisionismo è insito in ogni ricerca storica) che finiscono per capovolgere la realtà» [p. 7], pretendono di raccontarci la “verità” sul sud Italia e sull’unità d’Italia. Continua a leggere

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La fabbrica degli abiti di M. Comei

Marina COMEI, La fabbrica degli abiti. Cesare Contegiacomo e la sua impresa 1905-1985, Roma-Bari, Laterza, 2012, 131 pp., ill., ISBN 978-88-420-9938-3.

Fare storia di impresa nel Mezzogiorno può sembrare ancora oggi, nell’immaginario collettivo, un ossimoro o storia di folli cattedrali nel deserto, quando invece bisognerebbe conoscere meglio il territorio meridionale, ridotto troppo spesso a un unico grande blocco informe e connotato da marchi come il clientelismo, il malaffare, la mancanza di un tessuto industriale, che sono più il frutto di una comodità narrativa per il grande pubblico dei media e della politica da talk-show. Continua a leggere

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La Sicilia e gli alleati di M. Patti

Manoela PATTI, La Sicilia e gli alleati. Tra occupazione e Liberazione, prefazione di Salvatore Lupo, Roma, Donzelli Editore, 2013, 227 pp. (Saggine, 230), ISBN 978-88-6036-965-9.

Manoela Patti, dottore di ricerca in Storia contemporanea, pubblica per i tipi della Donzelli La Sicilia e gli alleati, che, nonostante il piccolo formato cartaceo tipico della collana Saggine, si presenta come un libro poderoso.
Poderoso perché il volume si fa onere di rappresentare un ulteriore contributo alla questione storiografica, ancora viva e attuale, della liberazione dell’Italia dal fascismo e della «rifondazione […] come Repubblica democratica» [p. 217], che ha nello sbarco in Sicilia del luglio del 1943 il suo inizio. Continua a leggere

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Momenti e problemi di storia politica in Sicilia 1944-1953 di S. M. Finocchiaro

Sebastiano M. FINOCCHIARO, Momenti e problemi di storia politica in Sicilia 1944-1953, Palermo, Istituto Poligrafico Europeo, 2011, 268 pp., (Saggi, 1), ISBN 978-88-96251-22-5.

Il secondo dopoguerra è un momento di transizione, che porta con sé una miriade di questioni riguardanti problemi di natura politica, istituzionale, economica e sociale.
Rispetto alla storia italiana ed europea, la Sicilia presenta nello stesso periodo momenti e problemi in parte differenti e peculiari. Non starò qui a dire quali furono le conseguenze del 1943 per la Sicilia e per l’Italia – poiché questo spazio non me lo permette – tuttavia, era doverosa questa premessa per parlare del libro di Sebastiano Maurizio Finocchiaro, dottore di ricerca in Storia contemporanea. Continua a leggere

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Quando crollano i regimi di P. Viola e A. Blando

QUANDO CROLLANO I REGIMI, a cura di Paolo Viola e Antonino Blando, Palermo, Palumbo, 2004, 200 pp., (Bibliotheca, 29), ISBN 88-8020-583-8.

Quando crollano i regimi è un importante libro che segue le diramazioni che la parola regime può assumere nel corso dei secoli, mutando contesti geografici e politico-sociali differenti. «Che cosa è un regime?
Perché alcuni paesi hanno o hanno avuto dei regimi cioè complessi politici-sociali-valoriali intesi come oppressivi, e non soltanto dei neutrali “sistemi politici”?
Da dove viene l’accezione negativa di una parola di per sé polisemica come quella di regime?
Perché un regime crolla, a quali condizioni, e chi sono i vinti e chi i vincitori?
Si può parlare di “uscita dai regimi” e non di “rivoluzione”?» [p. 7]. Continua a leggere

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Borbonia felix di R. De Lorenzo

Renata DE LORENZO, Borbonia felix. Il Regno delle Due Sicilie alla vigilia del crollo, Roma, Salerno Editrice, 2013, 230 pp., (Aculei, 13), ISBN 9788884028303.

Renata De Lorenzo, docente di storia contemporanea presso l’Università «Federico II di Napoli», pubblica per i tipi della Salerno Editrice, un’opera che mette ordine e chiarezza sulla storia degli ultimi cinquant’anni di vita del Regno delle Due Sicilie.
Il libro analizza le dinamiche interne al regno e la situazione internazionale che portano al collasso dello stato meridionale e alla fine della dinastia dei Borboni. Continua a leggere

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Operazione Husky di G. Casarrubea e M. J. Cereghino

Giuseppe CASARRUBEA-Mario José CEREGHINO, Operazione Husky. Guerra psicologica e intelligence nei documenti segreti inglesi americani sullo sbarco in Sicilia, Roma, Castelvecchi, 2013, 273 pp., (RX, 59), ISBN 9788876159695.

Operazione Husky è una raccolta di documenti prodotti dagli apparati di intelligence statunitensi e britannici, che riguardano lo sbarco alleato in Sicilia nel 1943.
Giuseppe Casarrubea, storico, e Mario José Cereghino, giornalista, pubblicano sessanta documenti conservati negli archivi di Kew Gardens (in Inghilterra) e College Park (negli Stati Uniti). I documenti riferiscono il lavoro dei servizi segreti alleati dal 1940 all’autunno del 1943, per preparare lo sbarco in Sicilia (la cosiddetta “Operazione Husky”), infiltrando agenti segreti (spesso italo-americani) nel territorio siciliano e dell’Italia meridionale, stabilendo contatti amichevoli e rassicuranti con la popolazione locale e le personalità influenti e utili alla causa alleata (antifascisti, mafiosi, clero, nobili, etc.). Continua a leggere

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Il Terrore ricordato di S. Luzzatto

Sergio LUZZATTO, Il Terrore ricordato. Memoria e tradizione dell’esperienza rivoluzionaria, Torino, Einaudi, 2000, 216 pp., ill. (Biblioteca Einaudi, 89), ISBN 8806153862.

Sergio Luzzatto studia in questo libro le memorie dei deputati della Convenzione Nazionale sopravvissuti al 1816.
La Rivoluzione francese è gravida di segni, memorie e ricordi. Tanti gruppi di individui risultano «entro l’orizzonte memoriale della Rivoluzione francese» [p. 8], eppure la vicenda dei Convenzionali in esilio e del loro “rituale mnemonico” appare particolarmente significativa per comprendere al meglio l’eredità e il peso che, la Rivoluzione francese e le scelte di coloro che ne furono gli attori, ebbero nell’immaginario dei contemporanei e della generazione successiva. Continua a leggere

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