Verlagssystem: In tutta l’Europa è venuto costituendosi il Verlagssystem o Verlagswesen, due espressioni fra loro corrispondenti create e imposte involontariamente dalla storiografia tedesca a tutti gli storici. In inglese si dice putting out system, in francese travail à domicile o à façon. […] Il Verlagssystem è un’organizzazione della produzione in cui il mercante è datore di lavoro, il Verleger: anticipa all’artigiano la materia prima e parte del suo salario, riservandosi di pagare il resto alla consegna del prodotto finito. Questo regime si fa strada assai presto, molto prima di quel che si dica di solito, senza dubbio sin dall’espansione del secolo XIII (F. Braudel, Civiltà materiale, economia e capitalismo (secoli XV-XVIII). II. I giochi dello scambio, Torino, Giulio Einaudi editore, 1981, p. 310).
Verlagssystem: Un passo ulteriore verso una mutazione interna dell’artigianato è quello che si verifica con il sistema dell’industria a domicilio. Essa viene denominata anche industria decentrata, o industria disseminata, o ancora viene indicata con il termine tedesco Verlagssystem o con l’espressione inglese di putting-out system. Siamo ancora all’interno dell’artigianato. La produzione si svolge nella quasi totalità dei casi in piccoli laboratori familiari e non in grandi officine; l’artigiano possiede quasi sempre gli strumenti con cui svolge la sua attività; tutti gli operatori, dal più piccolo apprendista o lavorante al più potente mercante-imprenditore, sono, o dovrebbero essere iscritti alle corporazioni. […] In confronto all’artigianato semplice, nel sistema dell’industria a domicilio la separazione delle funzioni e la divisione del lavoro sono più profonde. In questo caso non solo la funzione mercantile, come nel Kaufsystem, si distacca dalle altre. La stessa cosa accade in parte anche per la funzione imprenditoriale. […] l’industria a domicilio era una sorta di rete formata da molteplici botteghe indipendenti; per lo più di piccole dimensioni e in qualche caso di maggiore ampiezza. Il mercante-imprenditore era il direttore di questa specie di fabbrica disseminata. […] Il mercante-imprenditore poteva avere le origini più varie. Poteva essere, come spesso accadeva, un artigiano agiato che, con il crescere del suo successo commerciale, era riuscito a coordinare l’attività di altri artigiani e, infine, ad assoggettarli alle sue decisioni imprenditoriali. Poteva essere anche un piccolo commerciante che dapprima si era impadronito dei canali di approvvigionamento della materia prima e poi anche di quelli di vendita dei prodotti finiti finché gli artigiani si era piegati alle sue decisioni. Poteva essere anche un piccolo proprietario terriero intraprendente che, grazie al rendimento dei suoi beni fondiari, era stato capace di disporre dei capitali per avviare qualche attività commerciale (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, pp. 273-277).