Ufficiale: Termine generale che designa l’agente del potere regio o signorile che svolge l’officium relativo all’incarico ricevuto. A partire dal XIII secolo, con la sensibilizzazione dei quadri istituzionali delle monarchie e degli stati, il termine officialis entra nell’uso per designare coloro che svolgono funzioni pubbliche definite nel campo nell’amministrazione e del governo, al centro o in periferia, e corrispondente officium il complesso dei compiti da svolgersi da parte dell’ufficiale, considerato indipendente della persona che li svolgeva. Fra gli ufficiali centrali, è possibile distinguere – senza rigidità – fra ufficiali domestici, addetti alla persona del sovrano e alla cura della sua casa e dei suoi beni (domus regia), e ufficiali della monarchia, incaricati di svolgere compiti di carattere pubblico. Prestigio dell’incarico e prossimità alla fonte dell’autorità fecero sì che l’ufficio divenisse potente mezzo di ascesa sociale, fino alla nobilitazione dei titolari. Quanto agli ufficiali periferici, considerati sostituiti e rappresentanti dell’autorità del sovrano, i loro incarichi potevano essere genericamente di governo del territorio o specificatamente relativi all’amministrazione della giustizia e della fiscalità. La selezione degli ufficiali, inizialmente dipende della fedeltà e dalla fiducia personale del sovrano, venne sempre più a dipendere dalla capacità di svolgimento delle complesse funzioni tecniche e politiche connesse con i compiti di governo, e le cariche vennero sempre più di frequente destinate a personaggi dotati di adeguate esperienze pratiche (ad esempio tecniche contabili) o di formazione professionale (cultura notarile o studi di diritto) (Alcune parole chiave della storia medievale, in Storia medievale, lezioni di E. Artifoni et al., Roma, Donzelli, 1998, p. 707).