Totalitarismo

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Totalitarismo: La parola viene usata per la prima volta nell’Italia degli anni venti dagli antifascisti per stigmatizzare le tendenze liberticide del regime; e viene subito recepita in positivo dai fascisti stessi. In area tedesca compare inizialmente a definire la forza totalizzante dello Stato moderno, nel senso più ampio, su individui e gruppi sociali, sulle coscienze e sulle strutture collettive; è dopo l’avvento del nazismo che gli intellettuali tedeschi fuggiti negli Stati Uniti – e massimamente Hannah Arendt – prendono più specificamente a leggere come totalitarismo il nazismo e il fascismo, e in parte il comunismo. Quest’ultima applicazione sarà molto più esplicitata dopo la Seconda guerra mondiale, quando il concetto di totalitarismo avrà grande fortuna, soprattutto in area statunitense, a evidenziare i tratti illiberali e tirannici del comunismo, sia nella variante sovietica che in quella cinese. Da allora esso è stato sempre presente e nel campo delle scienze sociali e in quello della polemica politica (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, p. 654). Vedi anche Totale (riferito a Istituzione).

 

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