Tolleranza

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Tolleranza: Capacità di ammettere le diversità, innanzitutto religiosa, all’interno della cittadinanza, di trasformarla in risorsa di libertà e di pluralità. Una delle armi faticosamente conquistate dagli europei (P. Viola, L’Europa moderna. Storia di un’identità, Torino, Einaudi, 2004, p. 361).

Tolleranza: [il concetto] deve essere storicizzato: a partire dall’Illuminismo è un termine che rimanda a una forma di spirito aperto, ovvero di rispetto della libertà altrui in materia di fede, ma la “tolleranza” moderna (in inglese: toleration) indica piuttosto l’accettazione pragmatica e necessaria di una realtà che si decide di sopportare non potendo sopprimerla.[1] Interpellato da un pastor valdese per la conferma dei privilegi un tempo accordati alla sua comunità, il duca di Savoia Vittorio Amedeo I (regnante dal 1630 al 1637) avrebbe risposto così: «altro è privilegio altro è toleranza, le toleranze sono come de’ giochi e putane […] et in tal concetto tengo questa religione [valdese]»[2] (G. Calafat-M. Grenet, Mediterranei. Storia delle mobilità umane (1492-1750), traduzione di Filippo Benfante, Roma, Viella, 2025, p. 51; ed. or. Mediterranées. Une histoire des mobilités humaines (1492-1750), Paris, Points, 2023).

[1] B. Kaplan, Divided by Faith. Religious Conflict and the Practice of Toleration in Early Modern Europe, Cambridge, Harvard University Press, 2007; F. V. Tagliaferri, Tolerance Re-Shaped in the Early-Modern Mediterranean Borderlands. Travellers, Missionaries and Proto-Journalists (1683-1724), London-New York, Routledge, 2018; L. Felici-G. Imbruglia, La tolleranza in età moderna. Idee, conflitti, protagonisti (secoli XVI-XVIII), Roma, Carocci, 2024.

[2] S. Villani, To Be a Foreigner in Early Modern Italy. Were there ghettos for Non-Catholic Christians?, in Global Reformations. Transforming Early Modern Religions, Societies, and Cultures, a cura di Nicholas Terpstra, Abingdon-New York, Routledge, 2019, p. 115 per la citazione.

 

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