Terre comuni

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Terre comuni: Per i suoi membri il villaggio ricopre una funzione economica importante. Esso possiede beni, quasi sempre terre, che appartengono in comune a tutti gli abitanti: si tratta delle terre comuni (le common lands dell’Inghilterra). Talora molto vaste (come nelle zone di montagna), talaltra, invece, di estensione limitata, esse hanno un valore economico non trascurabile per gli abitanti del villaggio. Possono essere costituite da boschi, con i ruscelli che li attraversano e con gli stagni, da campi coltivati e pascoli. Su queste terre, pur talora con qualche limitazione, gli abitanti del villaggio possono tagliare legna, fabbricare il carbone, pescare, cacciare, coltivare qualche apprezzamento, e soprattutto mandare a pascolare i loro animali da lavoro o le loro pecore: tutte bestie alla cui alimentazione sarebbe molto difficile far fronte senza i beni comuni. La funzione più importante delle terre comuni è proprio quella del pascolo. Talora vengono concesse in affitto dal villaggio completamente o in parte. In questo caso esse possono allora produrre un’entrata nel bilancio della comunità che consente di far fronte alle spese, come il pagamento del maestro di scuola, del medico o di tasse locali. E sono gli stessi abitanti del villaggio a prenderne in affitto qualche pezzo e a sfruttarle come pascoli o per coltivarvi cereali. Questi beni comuni per molte famiglie contadine hanno la funzione d’integrare il reddito che proviene dalle terre proprie, dalle terre prese in affitto e anche dai lavori saltuari che alcuni membri svolgono in vari periodi dell’anno. Le terre comuni sono, poi, la fonte principale di entrate, e in qualche caso l’unica, per quelle famiglie di contadini senza terra che vivono di espedienti tutti i giorni e che per lo più lavorano dietro salario quando i lavori agricoli sono più intensi. Queste famiglie, che magari proprio sulle terre comuni hanno costruito la propria capanna (come i cottagers inglesi), mandano su di esse a pascolare la propria vacca, un maiale, due pecore, quando le hanno. Anche la caccia che vi praticano è più che un’integrazione delle entrate: una fonte di proteine in un’alimentazione costituita in prevalenza da carboidrati. Da qualche parte, vicino a casa, ritagliano un orticello con cui arricchire una tavola quasi sempre povera. In quei villaggi dove i beni comunali sono più ampi, gli animali di ogni famiglia vengono riuniti in un unico, grande gregge e affidati, poi, a uno o più pastori scelti fra gli abitanti, magari a rotazione (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 150).

 

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