Sürgün

– S –

Sürgün: la pratica del sürgün, che consisteva nel deportare popolazioni intere da un punto all’altro dell’Impero, in occasione dell’incorporazione di province di fresca conquista a cui si collegavano progetti di ingegneria sociale dei diversi gruppi etnici e sociali. Questa politica si applicò anche alle città, che si trattava di popolare di lavoratori specializzati e di sudditi fedeli, badando a garantire il predominio dell’elemento musulmano. Il caso meglio conosciuto è probabilmente quello di Istanbul, di cui Mehmed II organizzò il ripopolamento per trasformarla nella sua nuova capitale.[1] Sotto il suo regno, la popolazione greca della Costantinopoli bizantina fu trasferita ad Adrianopoli (oggi Edrine), Bursa, Plovdiv e Gallipoli, mentre il sultano invitò a stabilirsi in città – invito a cui, in sostanza, non si poteva dire di no – turchi d’Anatolia, greci di Morea, di Smirne e di Trebisonda (oggi Trabzon),[2] ebrei di Salonicco e armeni di Sivas, Tokat, Amasya e Kayseri. Ai nuovi arrivati erano offerte condizioni privilegiate, in particolare un casso facilitato all’alloggio, ed esenzioni fiscali. Parallelamente, Mehmed II organizzò il trasloco coatto verso la città di migranti specializzati nell’artigianato e nel commercio, opera proseguita dai successori Selim I (sul trono dal 1512 al 1520) e Solimano I (sultano dal 1520 al 1566).[3] Questa politica portò i suoi frutti, talvolta persino al di là dei risultati previsti: è il caso delle famiglie armene spedite dall’Anatolia orientale e ripopolare Istanbul, il cui numero aumentò a tal punto che nel 1635 il sultano ordinò che fossero rimandate ai loro villaggi d’origine[4] (G. Calafat-M. Grenet, Mediterranei. Storia delle mobilità umane (1492-1750), traduzione di Filippo Benfante, Roma, Viella, 2025, pp. 270-271; ed. or. Mediterranées. Une histoire des mobilités humaines (1492-1750), Paris, Points, 2023).

 

[1] Dal 1402 al 1459 la capitale dell’Impero fu ad Adrianopoli; in precedenza questo ruolo era toccato a Bursa, prima capitale ottomana dal 1326 al 1402.

[2] La città, l’ultimo brandello del mondo bizantino, fu conquistata dagli ottomani nel 1461.

[3] S. Yerasimov, Les Déportés et leur statut dans l’Empire ottoman (XVe-XVIe siècles), in Le Monde de l’itinérance en Méditerranée de l’Antiquité à l’époque moderne. Procédures de contrôle et d’identification, a cura di Claudia Moatti, Wolfgang Kaiser, Roma, École française de Rome, 2008, pp. 526-531.

[4] R. Mantran, Foreign Merchants and Minorities in Istanbul During the Sixteenth and Seventeenth Centuries, in Christians and Jews in the Ottoman Empire. The Functioning of a Plural Society, I, a cura di Benjamin Braude e Bernard Lewis, New York-London, Holmes & Meier, 1982, p. 133.

Torna al Dizionario storico

Torna alla Home