Sistema monetario internazionale

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Sistema monetario internazionale: Perché gli scambi economici internazionali si svolgano in modo ordinato e possano contribuire ad elevare il benessere dei diversi paesi è indispensabile che essi si svolgano all’interno di un ben congegnato insieme di regole riguardanti la conversione delle valute nazionali tra loro e l’effettuazione dei pagamenti internazionali. Questo insieme di regole costituisce, nella sua essenza, il sistema monetario internazionale. Nel corso della storia, le regole monetarie internazionali sono profondamente mutate e si sono anche avuti lunghi periodi, come quello compreso tra le due guerre mondiali, di sostanziale assenza di regole. La coincidenza tra crisi del sistema monetario internazionale e pessima performance economica dei paesi occidentali illustra nel modo migliore l’importanza di efficaci regole monetarie. Le regole monetarie internazionali riguardano, anzitutto, il mezzo con il quale effettuare i pagamenti internazionali. Questa funzione è stata svolta inizialmente dall’oro e, successivamente, dalla sterlina e dal dollaro. Il gold standard, che è rimasto in vigore fino allo scoppio della prima guerra mondiale e che improvvidamente alcuni cercarono di far rivivere nella crisi degli anni trenta, si caratterizzava proprio per il ruolo monetario dell’oro. Il gold exchange standard, realizzato nel secondo dopoguerra con gli accordi di Bretton Woods, collocava invece il dollaro al centro del sistema monetario internazionale e poneva a carico unicamente degli Stati Uniti l’obbligo di convertire la propria valuta in oro, quando ciò fosse stato richiesto dalle banche centrali di altri paesi. Le regole monetarie internazionali riguardano anche la variabilità del rapporto di cambio tra valute diverse. Da questo punto di vista si distingue tra sistemi a cambi fissi e sistemi a cambi flessibili. I primi si distinguono dai secondo per il fatto che le banche centrali dei diversi paesi si impegnano (con azioni appropriate) ad evitare che i tassi di cambio oscillino arbitrariamente sulla base della domanda e dell’offerta di mercato. Nel gold standard era possibile acquistare in ciascun paese l’oro sulla base di un prezzo predeterminato e ciò assicurava che i rapporti di cambio fossero fissi. Nel gold exchange standard i cambi erano fissi perché le banche centrali intervenivano acquistando o vendendo valute allorché lo spontaneo andamento dei mercati valutari segnalava tensioni o squilibri. Il sistema monetario europeo, entrato in vigore nel 1979, è un sistema a cambi fissi e non potrebbe funzionare se le banche centrali non fossero obbligate a intervenire a difesa della stabilità dei cambi. Negli anni di crisi delle relazioni internazionali i cambi vengono spesso gestiti al di fuori di una logica cooperazione. Le regole monetarie internazionali riguardano, inoltre, sia la natura delle riserve di cui devono disporre le banche centrali, sia le modalità attraverso le quali queste ultime vengono in possesso di mezzi di pagamento internazionali. Nel gold standard le banche centrali dovevano disporre di riserve in oro da cedere, in cambio di valuta nazionale, agli operatori che ne avessero fatto richiesta. Nel gold exchange standard come fissato dagli accordi di Bretton Woods, le banche centrali di paesi diversi dagli Stati Uniti, dovevano disporre soprattutto di riserve in dollari. In questo sistema, inoltre, i paesi che si fossero trovati in deficit di liquidità potevano ricorrere al Fondo monetario internazionale che aveva proprio il compito di rendere più fluido il funzionamento del sistema dei pagamenti internazionali. La crisi dei sistemi monetari è determinata principalmente dalla carenza, generalizzata o relativa ad alcuni paesi, del mezzo di pagamento internazionale e, più in generale, delle riserve. Il gold standard declinò perché le riserve di oro si rivelarono insufficienti a sostenere un volume sempre crescente di scambi commerciali. Il gold exchange standard nato a Bretton Woods si esaurì quando l’oro di cui disponevano gli Stati Uniti si rivelò insufficiente di fronte alla massa crescente di dollari in circolazione nel mondo. In un altro contesto, l’Italia dovette abbandonare, nel 1992, gli accordi di cambio costitutivi del sistema monetario europeo perché la Banca d’Italia, di fronte a una violenta speculazione contro la nostra moneta, non disponeva più delle riserve necessarie per acquistare le lire e tenere il cambio fisso (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, pp. 652-653). Vedi anche moneta.

 

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