
Filippino Lippi, Disputa di san Pietro con Simon Mago davanti all’imperatore, particolare dagli affreschi della cappella Brancacci.
Simonia: si intende la compravendita di beni sacri spirituali. Il termine e il concetto di simonia derivano da Simon Mago, il samaritano che offrì denaro a san Pietro per acquisire il suo potere di impartire lo Spirito Santo. Dei simoniaci, intesi come un’eresia, parla già Isidoro di Siviglia fin dall’età merovingia la pratica di comprare le dignità ecclesiastiche (dunque la carica spirituale ad esse connessa) fu contemporaneamente condannata e denunciata ripetutamente. Oggetto di particolare riflessione nell’XI secolo, anche perché fu collegata (non senza arbitrio) con la lotta per le investiture, unanimemente esecrata dalla canonistica e dal pensiero giuridico, la pratica della simonia ciò nondimeno sopravvisse fiorente (Alcune parole chiave della storia medievale, in Storia medievale, lezioni di E. Artifoni et al., Roma, Donzelli, 1998, p. 707).