Rivoluzione industriale

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Rivoluzione industriale: Con l’espressione rivoluzione industriale si indica quel profondo e rapido cambiamento nella vita economica che si verificò con l’affermazione dell’industria quale settore più dinamico e, infine, dominante. L’epoca d’inizio di questo cambiamento è compresa fra il 1780 circa e i primi decenni […] dell’Ottocento. La regione in cui avvenne fu l’Inghilterra. Dall’Inghilterra questa grande trasformazione si propagò a tutte le economie del continente: dal Belgio, alla Francia, alla Germania, all’Italia, alla Russia e poi anche agli Stati Uniti e al Giappone. In questi paesi d’industrializzazione più tarda la rivoluzione industriale non seguì lo svolgimento della prima, quella inglese. Essa dovette prendere altre strade proprio perché il quadro di riferimento di ogni altra regione era stato modificato in profondità dall’industrializzazione avvenuta in Inghilterra. Per questo motivo alcuni hanno ritenuto che sia consigliabile l’uso dell’espressione rivoluzione industriale soltanto in modo specifico: con riferimento, cioè, al processo d’industrializzazione che ebbe luogo in Inghilterra; non per altre regioni dell’Europa e del mondo. L’aspetto distintivo di questa rivoluzione è costituito dal rapido aumento della capacità produttiva grazie all’introduzione nei processi lavorativi di tecniche sempre più perfezionate ed efficienti e grazie soprattutto allo sfruttamento di nuove fonti di energia (i combustibili fossili). Questo aumento di produttività permise di accrescere la quantità di beni e servizi a disposizione di ognuno in una misura inimmaginabile in precedenza. Proprio in ciò sta la differenza tra la vita economica che precede la rivoluzione industriale e quella che la segue. Prima la crescita della popolazione cozzava, a lungo andare, nel tetto dei limitati beni economici a disposizione; più o meno stabili a causa del lentissimo aumento della produttività. Nella competizione tra beni disponibili e uomini, crescevano più rapidamente gli uomini. In seguito sono aumentati più rapidamente gli uomini. In seguito sono aumentati più rapidamente i beni. I livelli di vita sono migliorati di conseguenza. L’accelerazione della vita economica continua ancor oggi. Questo processo non investì e non ha ancora investito tutto il mondo. L’industrializzazione ha elevato il prodotto pro capite delle popolazioni soltanto in un’area tutto sommato limitata nel globo. Dal momento che, mentre la ricchezza cresceva nei paesi che sperimentavano la rivoluzione industriale, essa non subiva mutamenti di rilievo per la maggior parte degli abitanti della Terra, le differenze di reddito si sono accresciute enormemente, come mai era accaduto nei millenni passati, durante i quali le differenze fra i livelli di vita in territori diversi e lontani erano rimaste tutto sommato modeste. La rivoluzione industriale, dunque, si presenta come una discontinuità: una cesura. Essa si manifesta in tutti gli aspetti dell’economia e separa un movimento lento o stagnante (prima) da uno di rapida crescita (dopo) (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, pp. 327-328).

 

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