Rifeudalizzazione: si indica la ricomparsa o il rafforzamento di elementi di carattere feudale nella vita sociale, politica, economica italiana a partire dalla fine del Cinquecento. Questi elementi feudali avrebbero condizionato la storia italiana sino a buona parte del Settecento e anche oltre. Gli elementi feudali, indicati anche come “residui feudali”, sono di varia natura: dalla ricomparsa di titoli nobiliari, alla riaffermazione della nobiltà nelle gerarchie sociali e nelle cariche politiche, alla ripresa di forme di oppressione dei lavorati nelle campagne. Rifeudalizzazione è, dunque, sinonimo d’involuzione sociale, politica ed economica e di crisi. Nella storia d’Italia dopo l’epoca di slancio e di crescita che caratterizza i secoli del tardo Medioevo nella politica, nella società e nell’economia, la rifeudalizzazione avrebbe significat un’inversione di tendenza. Durante questo processo tanti “residui” di carattere feudale sarebbero riemersi frenando o bloccando lo sviluppo della società italiana assai a lungo. La strada dello sviluppo “capitalistico” sarebbe stata intralciata, in Italia, dalla forza e persistenza di elementi appartenenti a un sistema di produzione antecedente, ma sempre forte, quello feudale. Il termine è stato in uso nella storiografia italiana dagli anni Sessanta agli anni Ottanta (M. Mirri, Agricoltura e capitalismo nell’Italia moderna, in “Società e storia”, 1, 1978, p. 137). Manca in altre storiografie: solo qualche analogia esiste con l’espressione francese réaction seigneuriale. In Italia è stato impiegato particolarmente da storici di orientamento marxista: prima da Emilio Sereni, poi da Ruggiero Romano e Giorgio Giorgetti. Si possono distinguere due varianti nell’uso del termine. Secondo la prima, dopo gli sviluppi mercantili, antinobiliari, borghesi del tardo Medioevo la ricomparsa di elementi feudali provocò un blocco o un arretramento. La seconda insiste invece sul fatto che gli sviluppi innovatori del basso Medioevo erano stati solo una patina superficiale in una società che rivelò nuovamente la sua sostanza feudale con la rifeudalizzazione (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, pp. 178-179).