Regimi politici

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Regimi politici: In senso stretto s’intende con questa espressione indicare le varie forme di governo e/o di Stato. Le classificazioni dei tipi di governo sono molteplici. Quella classica, di origine platonica e aristotelica, distingue il governo di uno solo (la monarchia) da quello dei pochi (l’aristocrazia) e da quello dei molti (la democrazia) e sottolinea i rischi di questi sistemi di degenerare rispettivamente in tirannia, oligarchia e anarchia. Per Machiavelli la distinzione basilare è invece quella tra regimi monarchici e regimi repubblicani, governati da leggi intimamente diverse tra loro. Secondo un’altra classificazione i regimi politici si distinguono per le forme della partecipazione alla politica: avremo così regimi a partecipazione ristretta, da quelli di antico regime a dominanza nobiliare a quelli liberali, dove l’accesso è riservato a taluni gruppi benestanti (sistemi notabiliari) che sono poi coloro che pagano un determinato ammontare di tasse (sistemi censitari); per giungere ai sistemi democratici, che prevedono una partecipazione di tutti i cittadini al godimento dei dritti politici in virtù di un naturale diritto e non, come nel caso della visione liberale, come conseguenza dell’interesse materiale, utilitaristico, derivato dalla propria partecipazione finanziaria alla cosa pubblica attraverso il pagamento delle imposte. In pratica però anche i sistemi democratici sono stati a lungo sistemi a partecipazione ristretta e ciò attraverso una limitazione della cittadinanza politica ai maschi maggiorenni, con l’esclusione delle donne e/o di minoranze etniche o religiose. Secondo un’ulteriore classificazione, infine, i regimi si distinguono per l’istituzione-chiave che domina la vita politica. Avremo così regimi parlamentari, dove il centro del potere politico risiede nel parlamento e regimi presidenziali, a elezione diretto o indiretta, in cui il capo dell’esecutivo ha un ruolo predominante. Nel corso del Novecento, tuttavia, si è sviluppata una particolare forma di potere monocratico fondato sul controllo degli apparati militari e sulla propaganda ideologica, la dittatura. Questi regimi si appoggiano spesso sull’esistenza di un’unica struttura di partecipazione politica (partito unico) in opposizione ideologica al sistema pluripartitico. Secondo alcune teorie nel corso degli anni trenta questa tendenza alla creazione di regimi dittatoriali avrebbe trovato un’ulteriore evoluzione nella nascita dei regimi cosiddetti totalitari, esemplificati dalla Germania di Hitler o dall’Unione Sovietica di Stalin, che uniscono al regime autoritario e alla leadership monocratica una pretesa al controllo esasperato della vita associata in tutti i suoi aspetti, non solo direttamente politici. In senso più ampio l’espressione regimi politici si allarga fino a includere i modi dell’agire politico e addirittura l’intera sfera della politica, ovvero il sistema politico come distinto ma anche interagente con altri sistemi, ad esempio quello economico (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, pp. 650-651).

 

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