Redistribuzione

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Redistribuzione: forma di circolazione non mercantile […]. […] i beni non circolano sulla base dei prezzi di mercato e mediante moneta. Essi affluiscono, spesso nella forma di tributo, a un centro di potere (come la corte e il tempio in età antiche) e da esso sono poi ripartiti. Si tratta di un tipo di circolazione esistita soprattutto in organismi politici su larga scala basati sull’agricoltura, come i regni di Hammurabi a Babilonia, i regni dell’antico Egitto, l’antica Cina, l’impero Inca, i regni dell’India. In questi casi gran parte della produzione del contadino o dell’artigiano veniva sottratta al diretto produttore, registrata e depositata in magazzini centrali. Veniva poi redistribuita alla parte non produttiva della popolazione, come ufficiali, militari, sacerdoti ecc. Forme di circolazione di questo tipo non mancano in società feudali, dove il signore preleva e redistribuisce sulla base del proprio potere; oppure in case aristocratiche, dove la corte privata della famiglia trae vantaggio dalla redistribuzione delle rendite che provengono dal patrimonio fondiario. Anche la tassazione in natura o in moneta presenta numerosa analogie con la redistribuzione (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 369).

 

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