Reciprocità: La reciprocità, che gli antropologi hanno individuato in numerose società primitive, sfugge come la redistribuzione ai meccanismi del mercato , della moneta, dei prezzi. Qui la circolazione è assoggettata ai regolamenti e agli usi sociali e ha come fine quello di istituire o rafforzare relazioni tra gruppi, famiglie, individui. Il dono, ieri come oggi, è una forma di circolazione, in quanto implica un passaggio di beni da una persona all’altra. Appartiene, però, a una logica diversa da quella del mercato; rientra appunto nella reciprocità. Altri esempi possono essere quelli dell’ospitalità e della dote. La dote costituiva nel mondo preindustriale una delle più importanti forme di circolazione sociale dei beni. Collegata allo scambio matrimoniale, trasferiva denaro e prodotti (i tessili soprattutto) da una famiglia all’altra. Ogni casa, a seconda della posizione sociale, aveva il suo livello dotale che regolava sia le doti in uscita che quelle in entrata (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 369).