Reazionarismo

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Reazionarismo: intende opporsi ad un evento che giudica negativamente, il quale, per buona parte dell’Ottocento, era individuato nella Rivoluzione francese ed in tutti i principi da essa affermati, come l’uguaglianza degli individui ed il diritto degli uomini di organizzare liberamente la propria vita associata. Puntando quindi al ripristino della società e della politica prerivoluzionaria – un assetto che, dopo il 1789, venne chiamato Ancien Régime – i reazionari ottocenteschi erano convinti che l’ordine sociale, economico e politico derivasse dall’ordine naturale delle cose, ossia dalla divinità che tale ordine ha creato. Ideologia anti-individualistica, il reazionarismo ottocentesco poggiava quindi sull’elemento divino e religioso e intratteneva forti legami con la chiesa cattolica che, al di là delle posizioni complesse ed articolate al suo interno, assunse comunque, in generale, un atteggiamento di netto rifiuto della Rivoluzione francese e delle sue conseguenze. Nel corso del XIX secolo il reazionarismo, pur riuscendo a condizionare il ritmo e l’intensità dei processi di modernizzazione, risultò comunque sconfitto nel suo obiettivo di restaurazione dell’Ancien Régime e, tra la fine di quel secolo e l’inizio del XX, assunse caratteristiche nuove e diverse. Sempre avverso al liberalismo, alla democrazia ed al socialismo e convinto che i rapporti gerarchici dovessero essere rafforzati, il «nuovo» reazionarismo scelse di puntare sui sentimenti di appartenenza alla comunità nazionale e di contrapposizione rispetto alle altre nazioni. La «nazione» entrò quindi nel patrimonio ideologico del reazionarismo e venne utilizzata come veicolo per la diffusione di tale patrimonio in un contesto di politica di massa. In Italia e Germania la connessione fra i valori nazionalistici e la tradizionale avversione del reazionarismo verso la democrazia e l’uguaglianza trovò compimento nel fascismo e nel nazismo; nonostante le loro diversità, infatti, entrambi questi regimi ritenevano che la società dovesse essere ordinata secondo uno schema gerarchico e gli individui subordinati alla collettività (Cesure e tornanti della storia contemporanea, a cura di Paolo Pombeni, con la collaborazione di Marzia Maccaferri, Bologna, Il Mulino, 2005, pp. 25-26).

 

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