Protoindustria

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Protoindustria: è da intendere la forma di organizzazione del sistema industriale (soprattutto tessile) che precede e che accompagna l’industrializzazione. L’epoca in cui la protoindustria è più diffusa viene indicata con il termine di protoindustrializzazione. L’arco di tempo della protoindustria va dalla seconda metà del Seicento a buona parte dell’Ottocento. Sue caratteristiche sono: 1. la diffusione nelle campagne della attività industriali più dinamiche; 2. l’impiego in esse di famiglie contadine soprattutto nei mesi in cui i lavori agricoli erano meno impegnativi e nelle aree in cui l’agricoltura era più precaria (tutto ciò consentiva costi salariali più bassi che nelle città e la sottrazione dell’attività industriale ai controlli e ai vincoli delle corporazioni); 3. i mercati lontani a cui era destinata la produzione. La protoindustria, dunque, deve essere distinta dalle forme d’industria precedenti, come l’industria domestica e l’artigianato. Si distingue anche dalle precedenti industrie cittadine, anche se con esse ha in comune la forma di organizzazione a domicilio (il Verlagssystem). […] L’elemento che caratterizza nella sostanza la protoindustria è costituito dalla «simbiosi dell’industria rurale su base familiare e del capitale mercantile» (H. Medick, Industrialization before industrialization? Rural industries in Europe and the genesis of capitalism, in “Indian economic and social history review”, 25, 1988, p. 382). Il successo della protoindustria consiste infatti nello sfruttamento delle capacità lavorative nascoste nelle pieghe della famiglia contadina tradizionale in vista della produzione per il mercato internazionale in espansione. La protoindustrializzazione favorisce quindi la mercantilizzazione dell’economia contadina grazie ai redditi monetari che si diffondono nelle campagne (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 358).

 

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