Porto: Dal latino portus, “passaggio”. Fino agli anni Trenta, il porto è definito come “un insediamento del mare nelle terre”, naturale o artificiale, che dà riparo alle imbarcazioni. Solo in seguito prende un significato più ampio. I porti possono essere da guerra, da pesca, commerciali, turistici eccetera. Il porto di Lorient ha sostenuto a lungo cinque diverse funzioni contemporaneamente per questo era chiamata “La città dai cinque porti” (P. Gras, Storia dei porti. Declino e rinascita delle città portuali 1940-2010, traduzione e appendice a cura di Federico Simonti, Bologna, Odoya, 2013, p. 310).
Porto a secco: Si tratta di un luogo più o meno attrezzato ad accogliere le imbarcazioni fuori dal periodo di navigazione. È in genere situato vicino all’acqua per assicurare, tramite attrezzature di manutenzione adatte, una rapida disponibilità delle imbarcazioni o della merce depositata (P. Gras, Storia dei porti. Declino e rinascita delle città portuali 1940-2010, traduzione e appendice a cura di Federico Simonti, Bologna, Odoya, 2013, p. 310).
Porto in acque profonde: Si tratta di un porto che, in modo naturale o artificiale, permette di accogliere costantemente tutti i tipi di navi, comprese quelle che dispongono di un notevole sistema di pescaggio dell’acqua (P. Gras, Storia dei porti. Declino e rinascita delle città portuali 1940-2010, traduzione e appendice a cura di Federico Simonti, Bologna, Odoya, 2013, p. 310).