Populismo: Atteggiamento politico-culturale che esalta la supremazia della volontà e della saggezza della «gente comune» ovvero del «popolo», inteso come aggregato sociale omogeneo. Il populismo nega l’esistenza di divisioni all’interno delle masse popolari (per es., divisioni di classe), e individua i propri nemici nelle élites e negli «interessi speciali» (per es., economico-finanziari). Elementi di populismo sono presenti in movimenti politici contemporanei di varia natura (democratici, socialisti, autoritari, razzisti, fascisti). In Africa e America Latina, nel Novecento, movimenti di carattere populista hanno spesso sottolineato il rapporto diretto fra popolo e leadership politica carismatica (per es. il peronismo in Argentina dopo la seconda guerra mondiale). Nella Russia zarista (1870-1880) si definirono poi populisti alcuni gruppi di intellettuali che fecero appello ai contadini e alle loro virtù dopo l’abolizione della servitù della gleba. Negli Stati Uniti, il People’s o Populist Party (1890-1900) intese rappresentare gli interessi e i valori degli agricoltori in un periodo di rapida industrializzazione (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, p. 649).