Piramide per età: Rappresentazione grafica di una popolazione ripartita, in senso orizzontale, per sesso (a destra le femmine, a sinistra i maschi) e, in senso verticale, per età (vengono definite classi di età più o meno ampie – di un anno, di 5 anni, di 10 anni – in relazione ai dati disponibili e agli intenti del ricercatore). Il grafico assume struttura piramidale per il motivo ovvio che la classi si riducono, per effetto della mortalità, passando dalle età più giovanili a quelle più elevate. La piramide per età offre nella forma più sintetica lo stato della popolazione in un determinato anno. Oggi essa viene elaborata sulla base del censimento. Per le epoche passate la si può ricostruire solo là dove esistono dati capaci di fornirci l’entità della popolazione di una zona e la sua suddivisione per sesso e classi di età. Indirettamente la piramide fornisce anche elementi relativi a eventi che coinvolsero la popolazione considerata nei decenni immediatamente precedenti la rilevazione, quali variazioni nelle vicende economiche, epidemie, carestie, guerre, fenomeni migratori. Le piramidi per età di popolazioni preindustriali o arretrate del giorno d’oggi si distinguono da quelle di popolazioni del mondo sviluppato contemporaneo. La differenza più evidente è costituita dal fatto che, nel primo caso, l’assenza o la scarsa diffusione di forme di controllo delle nascite fa sì che la base della piramide sia assai larga per effetto delle nascite numerose e che le classi di età si assottiglino rapidamente in conseguenza della mortalità infantile elevata; nel secondo caso, la base è relativamente più ristretta perché le nascite sono meno numerose, ma non si verifica alcun repentino assottigliamento per il fatto che la mortalità infantile è modesta. Per l’aumento della durata media della vita, in questo secondo caso il numero degli adulti e degli anziani è più elevato che nel primo; di conseguenza anche le classi di età più elevate restano larghe. Più bambini e giovani nel mondo pre-industriale e arretrato; più adulti e anziani nel mondo sviluppato dei giorni nostri (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, pp. 43-45).