Pellegrino/pellegrinaggio: Costume devozionale che il cristianesimo ereditava dalla tradizione pagana ed ebraica e che sarebbe stato condiviso con quella islamica, il pellegrinaggio è il viaggio a un luogo reso sacro dai suoi caratteri storici (presenza di un corpo santo o di una reliquia) o da quelli legati a qualche teofania (manifestazione divina). Il pellegrinaggio è parte integrante del sistema culturale dell’Occidente medievale. Osteggiato da alcuni dei Padri della Chiesa, che vedevano prevalere in esso una devozione formale ed esteriore – oltretutto occasione di peccato e di distrazione spirituale –, fu di contro caldeggiato da altri che fecero della visita ai luoghi testimoni della vicenda del Cristo o degli apostoli o dei martiri una metafora della stessa esistenza umana: viaggio di «ritorno» verso la casa del Padre. Tra le mete antiche del pellegrinaggio cristiano, Gerusalemme e la Terra Santa furono tra le più ricercate fino dalle origini cristiane, anche se precoce fu la fortuna del viaggio devozionale e memoriale alle tombe degli apostoli a Roma. Nell’alto medioevo, sulla scorta della diffusione di leggende apocrife e di reliquie di più o meno sicura origine, si verificò una proliferazione di centri di culto, favorita anche dalla diffusione del monachesimo irlandese. Ovunque si estese la sua influenza culturale prese piede una riforma del costume penitenziale che stabiliva una corrispondenza tra peccati e «pene»: per ogni colpa si prevedeva una «tariffa» espiatoria che consentiva il riscatto della purezza perduta con l’infrazione alle regole morali della comunità cristiana. Nell’ambito di questo sistema tariffario il pellegrinaggio divenne una tecnica di espiazione particolarmente indicata per quei peccati gravi e di natura pubblica che comportavano la scomunica (pellegrinaggio giudiziario). La fortuna di questa tradizione in Occidente ebbe un’ulteriore impennata tra X e XI secolo, in coincidenza con le attese apocalittiche del Mille, subendo una complessa evoluzione canonistica in parallelo con le prime spedizioni crociate, che al pellegrinaggio furono assimilate. Si perfezionò in questo periodo – grazie alla rinascenza delle istituzioni monastiche e alla loro organizzazione territoriale e viaria – anche il reticolo delle strutture di sostegno alla mobilità devozionale (ospizi e stationes di strada) che si accompagnò alla definizione di veri e propri percorsi di pellegrinaggio (come le numerose direttrici del Camino per Santiago di Compostela, o la via Francigena o Romea). La fine della presenza militare in Terra Santa, all’indomani delle caduta del regno latino di Gerusalemme (1291) doveva favorire il processo con cui l’Occidente aveva, da secoli, traslato nel suo seno le memorie evangeliche attraverso un intenso movimento di reliquie e di leggende sacre. Molti luoghi santi in Europa furono così in grado di rivaleggiare, per quantità di benefici spirituali (indulgenze), con quelli orientali, ormai perduti. Questo processo raggiunse il suo apice con il giubileo romano del Trecento, con il quale Roma si impose definitivamente quale unico polo spirituale della cristianità. Con tutto ciò la tradizione del pellegrinaggio non si interruppe: Compostela rimase sinonimo del culto di san Giacomo e i pellegrini che numerosi si recavano in Galizia alla tomba dell’apostolo consegnarono all’iconografia l’immagine della conchiglia quale emblema del viaggio compiuto, così come i romei si fregiavano della Veronica riprodotta su lamelle di piombo da attaccare alle vesti o i pellegrini a Gerusalemme della palma (palmieri). Il proliferare di santuari specializzati e la consuetudine del pellegrinaggio, spesso associato a ragioni commerciali o comunque profane, dovevano contribuire a far insorgere un atteggiamento critico nei confronti di questa antica tradizione penitenziale e alla vigilia dell’età moderna ai viaggi fisici nei luoghi «reali» della storia cristiana dovevano sostituirsi quelli «interiori»: itinerari mistici dell’anima alla ricerca di Dio, mentre un po’ dovunque devozioni sostitutive creavano mimesi simboliche dei luoghi che erano stati protagonisti della vicenda terrena del Cristo e degli apostoli, come i Sacri monti, le Vie crucis o i Calvari (Alcune parole chiave della storia medievale, in Storia medievale, lezioni di E. Artifoni et al., Roma, Donzelli, 1998, pp. 704-705).