Partita doppia

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Partita doppia: la pratica di segnare in un medesimo libro di conto, detto «mastro», per due volte la medesima transazione: nella pagina dedicata a chi emetteva la cifra e in quella di chi la riceveva, attestata per la prima volta nell’Italia medievale (C. Taviani, Reti globali e merci, in Introduzione alla storia moderna, a cura di Marco Bellabarba e Vincenzo Lavenia, Bologna, Il Mulino, 2018, p. 76).

Partita doppia: compare in Toscana nel XIII secolo. Con essa ogni operazione viene registrata in sezioni opposte, dare e avere.  In ogni momento il totale dei valori iscritti in dare uguaglia quello dei valori in avere. Questa forma contabile rappresentò un metodo di controllo dell’andamento aziendale che, secondo il parere di alcuni storici, fu un aspetto importante nell’affermazione della razionalità capitalistica. Dall’Italia del nord questi sistemi contabili si diffusero anche nel resto dell’Europa, spesso con l’intermediazione di mercanti italiani, come avvenne in città come Londra, Bruges, Anversa (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 454).

 

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