Parlamento

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Parlamento: Evoluzione di una parte della corte, autorizzata a «parlare» al re su temi politici e legislativi. In Inghilterra (e altrove) è l’Assemblea di stati (a Londra bicamerale), la quale poi evolve, con e dopo la rivoluzione del Seicento, in quell’assemblea rappresentativa detentrice del potere legislativo che oggi si chiama ovunque così. In Francia è una corte sovrana, la più importante delle quali a Parigi, sede del supremo potere giudiziario, anche però con compiti «costituzionali» di registrazione e verifica delle leggi. Dal Seicento è composta da magistrati proprietari della loro carica (P. Viola, L’Europa moderna. Storia di un’identità, Torino, Einaudi, 2004, p. 358).

Parlamento: Il termine designa un’assemblea di persone riunite per trattare temi di interesse pubblico. Tali istituzioni sono caratteristiche soprattutto delle realtà monarchiche, nella forma di assemblee rappresentative, attive sia a livello provinciale che centrale. L’origine di tali assemblee è stata oggetto di controversie, facendole alcuni discendere dalle assemblee delle tribù germaniche e poi franche, mentre per altri esse deriverebbero dalle riunioni degli ottimati, convocate dai principi. Tra XI e XIII secolo ad esse si affiancano però dei parlamenti generali, che vengono assumendo un ruolo di rappresentanza del regno, presentandosi divisi in varie sezioni dette bracci, stati o stamenti, che possono richiamare la divisione canonica in oratores, bellatores e laboratores. In Inghilterra, dove però il parlamento presenta solo due camere, quella dei nobili e quella delle città, esso è convocato per la prima volta nel 1264, in Francia gli Stati generali (che sono l’assemblea parlamentare mentre parlament designa una corte giudiziaria con estesi poteri di verifica degli editti regi) sono convocati da Filippo il Bello per la prima volta nel 1302. In Italia, Spagna e Germani tra XIII e XIV secolo si affermano varie esperienze parlamentari, (chiamate curie, corts, cortes, diete) in cui non di rado le città svolgono un importante ruolo di rappresentanza. Per questa via l’esperienza del parlamento ritrova contatto con la sua base locale, cittadina. Le funzioni delle assemblee rappresentative nelle monarchie sono essenzialmente quelle di votare i contributi, i donativi (cioè «dono» del regno alla corona); proclamare il nuovo sovrano; rappresentare al principe le lamentele dei sudditi; collaborare in varie forme e modi all’esercizio del potere giudiziario e legislativo (Alcune parole chiave della storia medievale, in Storia medievale, lezioni di E. Artifoni et al., Roma, Donzelli, 1998, p. 704).

 

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