Parao: Tome Pires impiegò il termine malese parao per indicare le loro imbarcazioni, oggi più comunemente chiamate praus. Qualunque cosa significasse una volta, esso è ora il termine generico per qualsiasi imbarcazione a vela di tipo malese o indonesiano per la navigazione oceanica, che non sia chiaramente di derivazione cinese o europea. I praus più famosi nei secoli recenti sono quelli di Sulawesi guidati dai Makasar, dai Bugis e da altri. Di dimensioni molto variabili, essi andavano dal grande prau da carico con largo bilanciere e una vela rettangolare attaccata a uno o più alberi fissati su treppiede, alle imbarcazioni da combattimento più piccole e più veloci dei secoli XVI-XVIII, la cui efficacia negli scontri dipendeva dalla rapidità di manovra congiunta delle vele e dei remi[1] (P. D. Curtin, Mercanti. Commercio e cultura dall’antichità al XIX secolo, Roma-Bari, Editori Laterza, 1988, pp. 166-167).
[1] C. C. MacKnight, The Study of Praus in the Indonesian Archipelago, in «The Great Circle», n. 2 (1980), pp. 117-138.