Paganesimo: Con questo termine si indicano, tradizionalmente e generalmente, tutte le forme di culto religioso non cristiano. In particolare, esso si riferisce più di frequente alle credenze legate a quel sincretismo religioso di matrice principalmente ellenica e italica, riorganizzate e rilanciate nel periodo augusteo, cui si connette in vario modo anche il culto tributato all’autorità imperiale, contro cui si ritiene si sia scontrato il cristianesimo nel corso della lotta per la sua affermazione. Il termine si diffonde in ambienti cristiani nel corso del IV secolo ed è chiaramente il frutto della penetrazione ormai avanzata della nuova religione in un contesto urbano colto: infatti esso indica con disprezzo il mondo dei villaggi rurali (pagi) quello in cui continuano ad annidarsi le credenze che la fede cristiana, ormai trionfante, cerca di sradicare. Dunque, il paganesimo come fenomeno di retroguardia e proprio di ambienti marginali. In autori cristiani di II-III secolo (il «Pastore di Erma», Clemente Alessandrino, Origine Ippolito) per dire paganesimo si usa il termine ethnikos, che sottolinea ancora una volta proprio gli aspetti locali e tribali del paganesimo. Tuttavia, presso gli autori tardoantichi (già in Ausebio biografo di Costantino), per indicare i culti non cristiani, viene usato, in alternativa al termine paganesimo, quello di hellenikos, che indica anche come la cultura e la lingua greche fossero principale veicolo di espressione e diffusione dei molteplici piani di percezione del sacro in genere, di fronte ai quali il cristianesimo, con un atteggiamento sconosciuto alla tolleranza e al sincretismo tipici del mondo antico, si poneva in atteggiamento di sfida e di contrapposizione. Il termine paganesimo (o «ellenismo», che in età tardoantica a esso equivale) designa quindi una galassia di credenze che, come studi recenti hanno dimostrato, hanno conservato radicamento e vitalità ben oltre l’età costantiniana e che, nelle fasi più tarde (VI-VII secolo), hanno indubbiamente trovato in ambito rurale o presso le gentes di nuovo insediamento nei territori ex-imperiali, gli ambiti di più vigorosa resistenza (Alcune parole chiave della storia medievale, in Storia medievale, lezioni di E. Artifoni et al., Roma, Donzelli, 1998, pp. 703-704).