Opinione pubblica: Complesso di luoghi e istituzioni non-statuali (organi di informazione, associazioni, partiti, ma anche club e salotti) nei quali si svolge un dibattito libero, critico e informato sulla politica di governo al fine di renderla trasparente e di influenzarla. Nei regimi liberali dell’Ottocento, il concetto implicava l’esistenza di gruppi relativamente ristretti e omogenei di cittadini attivi, indipendenti, colti e razionali, capaci di dialogare su questioni di interesse pubblico, di controllare l’operato dei governi ed eventualmente di promuovere forme di opposizione. Nei regimi democratici del Novecento, con l’avvento del suffragio universale e la diffusione di massa dell’informazione, la sfera dell’opinione pubblica si è enormemente dilatata, ma ha anche cambiato natura. Ha incluso, da una parte, cittadini che hanno risorse conoscitive e di potere molto diseguali; dall’altra, mezzi di comunicazione che sono gestiti da potenti burocrazie e che sembrano essi stessi sfuggire al controllo: stampa, radio, televisione, cinema, «autostrade» informatiche, centri di ricerca, grandi partiti organizzati. Inoltre, grazie ai sondaggi e alle connesse strategie di «relazioni pubbliche», l’opinione pubblica è diventata oggetto di indagini sistematiche da parte di tecnici professionisti che si propongono sia di conoscerla che di indirizzarla per conto dei loro clienti. Fra i clienti che aspirano a indirizzare l’opinione pubblica vi sono anche i governi, che dovrebbero esserne controllati. Come sia possibile, in questo contesto, condurre un dialogo razionale e democratico fra eguali è un problema aperto (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, pp. 647-648).
Opinione pubblica. Spirito pubblico: Un insieme coerente di punti vista sulla politica e la sfera pubblica, che si sviluppa nella società civile, concepita come esterna alle istituzioni, formata al riparo delle istituzioni, con funzioni di controllo politico, morale e culturale (P. Viola, L’Europa moderna. Storia di un’identità, Torino, Einaudi, 2004, p. 358).