Nazione

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Nazione. Nazionalismo. Nation building. Patria: Prima (fino al Settecento) la nazione è la comunità di chi è originario della stessa città o paese. Progressivamente viene assunta a fondamento dello Stato come unità politica. Dal Sette-Ottocento, il nazionalismo si afferma come progetto di far coincidere Stato e nazione. La patria è la terra dei padri, il luogo a cui si è legati da vincoli comunitari. Fino al Settecento è soprattutto la città di origine, poi è sempre più identificata con la nazione. Diventa anche un valore spirituale, per il quale si sacrificano gli interessi particolari e per fino la vita (P. Viola, L’Europa moderna. Storia di un’identità, Torino, Einaudi, 2004, pp. 356-357).

Nazione, nazionalismo: Le moderne nazioni sono comunità culturali e politiche che nascono alla fine del XVIII secolo sull’onda della Rivoluzione francese, allorché una ben definita ideologia, il nazionalismo, acquista una forte efficacia politica. Tale ideologia fornì ad aggregazioni sociali anche molto differenziate al loro interno strumenti di identificazione unitaria che agirono molto al di là della cerchia delle élites e raggiunsero, in taluni casi, gli strati profondi della popolazione. Secondo il nazionalismo il mondo si divide in nazioni, ciascuna delle quali caratterizzate da una propria specifica natura e da un proprio destino, nonché dalla condivisione di peculiari tratti culturali o di valori etico-religiosi. Pertanto la nazione ha diritto a un’autonoma esistenza politica, non deve essere subordinata ad altre autorità esterne, e il potere politico legittimo è quello che riconosce il suo primato e la sua sovranità e che, in qualche modo, nasce dalla sua rappresentanza. Il nazionalismo spinge dunque alla formazione di movimenti politici che puntano alla liberazione della nazione, o da regimi che ne limitano il primato (come nel caso della Rivoluzione francese) o da una condizione di sudditanza o di frammentazione politica (come nel caso dei processi di unificazione italiana e tedesca), e che spingo alla costruzione di Stati nazionali, i cui confini delimitano lo spazio territoriale della «patria». Ma non necessariamente l’autonomia nazionale coincide con l’esistenza di uno Stato sovrano: il sentimento nazionale può conciliarsi (come nel caso della Catalogna o della Scozia) con l’appartenenza a una formazione statale superiore che riconosca la dignità e limitate forme di autonomia ai gruppi che convivono al suo interno; e all’opposto l’appartenenza nazionale può unire Stati diversi e autonomi (come nel caso della nazione araba). Il sentimento nazionale non ha una natura ideologica univoca: esso può coniugarsi, come accade normalmente nel XIX secolo, a movimenti politici di ispirazione liberale e anche democratica; come può rientrare nella configurazione di ideologie reazionarie che immaginano la superiorità di un popolo e delle sue tradizioni (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, p. 647).

 

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