Muda: Nel Trecento gli scambi di Venezia con l’oriente si esaurivano nei viaggi delle galere, o mude, organizzate una volta all’anno dalla repubblica. Ogni muda comprendeva da due a quattro galere. Le più grosse di queste galere «assai raramente superavano le 500 tonnellate di portata, e forse […] anche meno, di cui al massimo un terzo era disponibile per le merci, dato che esse dovevano portare più di una sessantina di uomini da remo, una ventina di balestrieri, un discreto numero di ufficiali, scrivani, mercanti e spesso anche qualche decina di pellegrini, con il biscotto, altri viveri, l’acqua necessaria». Si arriva così alla conclusione […] che quei servizi di linea non potessero portare tra tutti a Venezia (e per Genova la situazione non era diversa) «che 2000 tonnellate di merci orientali». Da considerare, però, che «il bassissimo livello quantitativo di quel carico era compensato dall’altezza del suo valore, che qualche cronista del primo Quattrocento fa salire spesso a 2 000 000 ducati d’oro per ogni galera»[1] (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 385).
[1] G. Luzzatto, Breve storia economica dell’Italia medievale, Torino, Einaudi, 1997, pp.116-117.