Migrazione: Il concetto di migrazione, per quanto concerne la storia medievale europea, richiama in primo luogo il periodo in cui, tra la fine del II e il VII secolo, il territorio dell’Impero romano fu interessato dal movimento verso occidente di successive ondate di popolazioni, principalmente di stirpe germanica. Le dinamiche migratorie furono determinate da molteplici fattori, fra loro concatenati: da un lato, lo stile di vita seminomade delle popolazioni germaniche comportava di per sé la necessità di periodici spostamenti da un’area a un’altra; dall’altro, la stabilizzazione – anche se con modalità meno rigide di quanto non si credesse in passato – del limes imperiale lungo i corsi del Reno e del Danubio, tra I e II sec. d. C., incanala questi spostamenti lungo un fronte più definito e rende la frontiera dell’impero un terreno di inevitabile attrito. Inoltre la compressione delle popolazioni germaniche presso il limes si traduce, per le stesse, anche in un richiamo verso le terre al di là di esso e la prosperità e le ricchezze in esse custodite. Infine, l’irrompere alle spalle delle popolazioni germaniche, a partire dalla seconda metà del IV secolo, di gruppi di provenienza centro-asiatica (quali unni, alani, avari), crea una fortissima pressione che impone talora la migrazione verso ovest delle popolazioni di frontiera. Il processo che si verifica tra popolazioni migranti e popolazioni già stanziate nei territori dell’Impero romano potrebbe essere definito come di reciproco assorbimento e ridefinizione etnico-culturale. I grandi movimenti migratori che interessano l’Europa non si esauriscono con le ondate che nel V secolo mettono fine all’esistenza dell’Impero romano d’Occidente, bensì continuano, nel VI secolo, con l’arrivo dei longobardi in Italia e dei gruppi slavi nei Balcani. Nel VII secolo si assiste all’espansione araba che si può in un certo senso anche considerare come un grande movimento migratorio di popolazioni nomadi verso le aree sedentarizzate dell’Oriente e del Meridione mediterranei. Fra IX e X secolo, infine, i territori europei centro-occidentali sono interessati da un’ulteriore ondata di migrazioni che vede protagoniste da un lato le popolazioni scandinave, che si spostano verso Francia e Gran Bretagna, e dall’altro i magiari, che ripercorrono l’itinerario, già seguito dai goti, di ingresso in Europa attraverso le pianure ucraine e i Carpazi (Alcune parole chiave della storia medievale, in Storia medievale, lezioni di E. Artifoni et al., Roma, Donzelli, 1998, p. 698). Vedi anche Emigrazione/immigrazione.