Mercato

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Mercato: Significato materiale: luogo dove si scambiano le merci, fino al Settecento sottoposto a forte controllo politico e di ordine pubblico. Diversamente: principio di determinazione delle ragioni di scambio in base al gioco più libero possibile della domanda e dell’offerta (P. Viola, L’Europa moderna. Storia di un’identità, Torino, Einaudi, 2004, p. 356).

Mercato: è il luogo in cui s’incontrano i beni prodotti e i mezzi di pagamento per l’acquisto di tali beni. Può trattarsi in qualche caso di un luogo fisico, come la piazza del mercato, la fiera o la bottega. Si tratta, spesso, di un luogo ideale , non esistente nella realtà, ma che funzione come un reale luogo di scambio: come quando si parla di mercato del lavoro o dei capitali o di mercato finanziario. Per estensione si può comprendere nel termine mercato anche l’insieme dei mezzi e dei meccanismi che consentono lo scambio (di merci, di fattori di produzione e di altro): dai mezzi di trasporto, ai mezzi di pagamento, alle istituzioni di vario genere che rendono possibili le transazioni (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 480).

Mercato: Il mercato indica originariamente il luogo fisico dove si concentrano gli operatori economici per lo scambio delle merci. Nella teoria economica con esso si intende non già un luogo geografico ma un’astratta area di scambio dove avvengono le contrattazioni di merci, servizi e denaro e dove soprattutto si determinano i loro prezzi. Il mercato è quindi un meccanismo di allocazione delle risorse. L’economia di mercato è un meccanismo impersonale e collettivo che formalmente presuppone la libera concorrenza degli attori economici, ed è il grado di libertà concorrenziale a definire, nella teoria economica, le diverse tipologie o modelli di mercato (di concorrenza, di monopolio e di oligopolio): la libera concorrenza è appunto una forma di mercato dove il numero degli operatori è sufficientemente alto da impedire ad uno di essi di influire sulle contrattazioni, la libertà di ingresso è garantita a tutti gli operatori, l’informazione (sulla determinazione dei prezzi) è trasparente e perfetta, e le contrattazioni sono simultanee. Al contrario, quando le limitazioni alla concorrenza si esercitano sul lato della domanda – un unico o pochi acquirenti – si hanno il monopsonio e l’oligopsonio. Ma al di là di ogni definizione teorica delle forme di concorrenza, dal punto di vista storico l’economia di mercato, è sinonimo di «economia affidata alla libera iniziativa privata», e identifica una fase evolutiva del sistema capitalistico di produzione, in cui i valori base di riferimento, a differenza delle forme di economia pianificata, sono i prezzi dei prodotti e i costi di produzione (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, pp. 645-646).

 

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