Massaro

– M –

Massaro: Una delle molte accezioni del termine “massaro”, diffusissima nel vocabolario rurale meridionale, fa riferimento al gruppo minoritario di lavoratori che posseggono o usano con formule contrattuali varie alcuni gioghi, e vendono il loro lavoro e quello dei loro animali, o a loro volta cedono questi ultimi “ad menandum” e “ad laboratura”. In ristretti periodi dedicati alle arature, i loro datori di lavoro diventano soprattutto i “bracciali”, proprietari o conduttori di aziende troppo piccole per comportare la gestione in proprio di un bue per tutto l’anno, e coltivate più spesso, lungo il calendario agricolo, con la zappa o con aratri leggeri trainati da somari. Dovendo gestire gli animali nei lunghi periodi di inattività degli aratri ed essendo spesso privi di terra di loro possesso, i massari investono anche in animali non utilizzabili come “macchine da lavoro”, e finiscono spesso per sovrapporre al profilo di agricoltori quello di allevatori: oltre a piccoli greggi di pecore, è possibile trovare nel loro patrimonio mandrie di porci di decine, in qualche caso di centinaia di capi (B. Salvemini, Negli spazi “pieni” di età moderna: l’allevamento in Italia fra risorse, poteri e giurisdizioni, in Il territorio sghembo. Forme e dinamiche degli spazi umani in età moderna. Sondaggi e letture, Bari, Edipuglia, 2006, p. 417).

 

Torna al Dizionario storico

Torna alla Home