Maggese. Rotazione. Aridocoltura: Il sistema dell’agricoltura europea era quello dell’aridocoltura fondata sul maggese. Si tratta di un sistema tecnico che in Europa compare dalle epoche più antiche. Su scala mondiale fu sempre minoritario: nei secoli dell’età moderna poteva sfamare circa un quinto, e non di più, della popolazione terrestre. A quel tempo, dunque, l’agricoltura di tipo europea era un’eccezione. Quel che distingue questo sistema agrario è, anche qui, il modo in cui viene ricostituita la fertilità del terreno. Nelle aree in cui esso si affermò la rete idrografica non era tale da consentire una copiosa e continua irrigazione (come nel sistema irriguo) e d’altra parte la terra coltivabile non era rispetto alla popolazione così abbondante da permettere di regola un abbandono prolungato dei suoi (come nel sistema discontinuo). Perciò le possibilità di ripristinare i terreni sfruttati vennero affidate, oltre che alle precipitazioni, all’interruzione temporanea della coltura e alla concimazione. L’aridocoltura si basa proprio sull’abbandono periodico (un anno ogni due o tre o più) di un campo in precedenza coltivato, e sulla concimazione. L’abbandono periodico viene detto maggese e il modo in cui esso si alterna con le altre coltura rotazione. Un contadino che lavora i suoi campi si accorge ben presto che coltivazioni continuate hanno l’effetto di ridurre il livello della produzione. Abbandonare del tutto, per anni e anni, quei campi non può, perché le terre libere a disposizione sono scarse o mancano del tutto. Troverà più conveniente dividere i suoi terreni in due parti. Ogni anno ne coltiverà solo una parte, mentre l’altra rimarrà a riposo (a maggese). Su ogni campo, anno dopo anno, coltivazione e maggese si alterneranno consentendo al suolo di rigenerare la sua fertilità (rotazione biennale). Il contadino assicura così l’alimentazione alla sua famiglia solo con metà del terreno. La rotazione può diventare più complessa quando, invece di coltivare la metà delle terre, se ne coltivano ogni anno due terzi (rotazione triennale), tre quarti (quadriennale) o più. In questo modo la terra a maggese è più ridotta di estensione. Il terreno verrà diviso in tre, quattro o più campi, ognuno dei quali riposerà un anno su tre o quattro. In tal modo è necessario quasi sempre sostituire ogni anno, su ogni campo, il prodotto coltivato. Questa sostituzione è un espediente per depauperare meno la terra, dal momento che ogni pianta assorbe dal terreno elementi in parte diversi da un’altra. Il grano seminato sul primo campo verrà l’anno dopo sostituito dall’avena. Il terzo anno, poi, nel caso di rotazione triennale, sarà la volta del maggese. Ogni campo sarà dunque sottoposto successivamente a due coltivazioni di cereali e al maggese (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, pp. 123-124).