Liberalismo

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Liberalismo: A differenza del reazionarismo e del conservatorismo, entrambe ideologie anti-individualistiche, il perno del liberalismo è dato dall’individualismo, che presuppone la tutela del singolo e la sua valorizzazione davanti, e se necessario contro, alle pretese dei «gruppi» sociali di qualsiasi tipo. A partire dalla riforma protestante, che pose il problema della convivenza e reciproca tolleranza tra le diverse interpretazioni della religione cristiana, e soprattutto grazie all’Illuminismo, il principio della libertà dell’individuo, di fronte allo stato ed alle strutture della società, si impose come elemento fondante di questa nuova ideologia. Il costituzionalismo ottocentesco di matrice liberale elaborò quindi una serie di meccanismi, norme ed istituzioni allo scopo di regolare e limitare l’attività dello stato, affinché essa non potesse compromettere le libertà individuali. La suddivisione dei poteri, l’esplicito riconoscimento dei diritti di libertà dei cittadini, la creazione di istituzioni speciali, come le corti costituzionali, sono alcuni degli strumenti utilizzati dal costituzionalismo liberale per tutelare gli individui dalle possibili ingerenze del potere pubblico. Uno degli ambiti fondamentali, secondo il liberalismo, della difesa della libertà individuale è quello economico. Convinti che la libertà economica non sia solo un portato del patrimonio dei valori liberali ma anche lo strumento più efficace per promuovere il benessere collettivo, i liberisti (termine che indica specificamente i difensori della libertà economica) ritengono che lo stato debba «lasciar fare» il più possibile ai singoli attori economici, senza opporre impedimenti, come barriere o tasse doganali, al libero andamento dei commerci e della produzione. Il liberalismo ottocentesco non era tuttavia fautore della concessione a tutti i cittadini, indistintamente, dei diritti politici e riteneva che il potere di gestione della cosa pubblica dovesse spettare a coloro che offrivano garanzie di saperlo usare oculatamente, senza condizionamenti e soprattutto secondo criteri razionali. I canoni per stabilire chi rispondesse a tali requisiti erano sostanzialmente due: il censo e l’istruzione e, su tali basi, le costituzioni liberali dell’Ottocento prevedevano quasi sempre meccanismi restrittivi del diritto di voto (Cesure e tornanti della storia contemporanea, a cura di Paolo Pombeni, con la collaborazione di Marzia Maccaferri, Bologna, Il Mulino, 2005, p. 27).

 

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