Intervallo intergenesico: L’arco di tempo che intercorre tra due nascite successive di una medesima donna. Lo si può valutare, per le popolazioni preindustriali, soprattutto sulla base dei registri parrocchiali e specialmente quelli relativi ai battesimi. L’allungamento di questo intervallo in termini medi, in una popolazione sufficientemente ampia, può essere sintomo dell’adozione di forme di controllo delle nascite. Prima di tempi a noi molto vicini, l’intervallo intergenesico, che era più ampio di quello biologico, dipendeva dall’allattamento protratto per lunghi periodi (due anni e più). L’allattamento provocava una sorta di sterilità temporanea della donna. Le nascite erano dunque più radi di quanto avrebbero potuto essere. Esistevano differenze fra i diversi gruppi sociali. Le donne dei gruppi più agiati, che di solito affidavano a balia i figli, avevano intervalli intergenesici più brevi di quelle del resto della popolazione. Altre pratiche di controllo delle nascite erano conosciute, ma – sembra – relativamente poco diffuse (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 43).