Industria domestica: La si potrebbe definire come l’attività industriale svolta dai membri della famiglia per far fronte al proprio bisogno di prodotti non agricoli.[1] La troviamo in prevalenza nelle case contadine. Non manca, però […] anche nei centri urbani. Si tratta probabilmente del tipo di attività industriale più diffuso e più importante dalla notte dei tempi fino a un’epoca assai vicina alla nostra. È bene distinguerla da altre attività industriali pur eseguite nell’ambito familiare. Essa è diversa, per esempio, dall’attività svolta dai contadini per i mercanti che commissionavano loro prodotti. Quest’ultima rientra, come si vedrà, nella forma di organizzazione nota come industria a domicilio, che è una variante dell’artigianato. Pur svolgendosi all’interno dell’abitazione della famiglia, l’industria domestica è, invece, rivolta alla produzione per i membri della casa stessa. Qui non si lavora né per il mercante né per il mercato. […] La caratteristica fondamentale dell’industria domestica è data dall’unità di produzione consumo nelle stesse persone: il produttore è anche il consumatore; o meglio, la famiglia che produce è la famiglia che consuma, dal momento che una minima circolazione interna alla casa, tra un membro e l’altro, pur si verifica. Non solo produzione e consumo sono qui uniti. Anche la figura del produttore combina varie funzioni che appaiono separate nelle altre formazioni industriali. Qui chi produce il bene è spesso anche il produttore della materia prima: fibre tessili, legno, cuoio ecc. Esso è il proprietario del capitale impiegato, nella forma degli attrezzi da lavoro, e anche, talora, dell’edificio in cui avviene l’attività lavorativa e dei materiali che usa. L’isolamento di questa industria domestica non è, però, totale. […] Talora è necessario acquistare materie prime o semilavorati, quando non se ne hanno a sufficienza: come per le fibre tessili. In certi casi e in alcune fasi della produzione bisogna servirsi dell’opera di artigiani esperti: come nel caso della tintura dei tessuti. E questi materiali e questi lavori artigianali devono essere pagati. L’industria per autoconsumo non è impermeabile del tutto alle vicende esterne alla famiglia: al mercato, insomma. […] La produzione industriale non sottrae lavoro alla produzione agricola. […] L’industria domestica rende più continuo nel tempo il lavoro riempiendo i vuoti (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, pp. 251-252).
[1] Si consideri che nella lingua inglese l’espressione domestic industry non ha lo stesso significato di industria domestica in queste pagine; corrisponde all’italiano industria a domicilio.