Guerra: il termine germanico Werra, dapprima latinizzato in gwerra, era giunto all’inglese war e da ultimo, nelle lingue romanze e nel latino medievale, a guerra e guerre. Almeno fino al tardo medioevo, le adozioni straniere di Werra avevano mantenuto viva la sua radice originaria, che di nuovo in questo caso si scindeva in due: significava guerra nel senso odierno, ma anche inimicizia, ira (Unwillen), ribellione (Aufruhr) e soprattutto faida (Fehde), ovvero lo scontro ostile e spesso sanguinoso tra lignaggi aristocratici per la gestione e il controllo delle risorse economiche e politiche. Non per nulla nel tedesco medievale l’opposto di Werra era pace, Friede, riconducibile etimologicamente alla stessa radice di amico (Freund) e di libero (frei), che indicava la relazione pacifica esistente tra persone, o associazioni di persone, appartenenti a uno stesso ceto sociale. Pertanto la parola guerra non era un concetto preciso: poteva significare «lite, conflitto, differenza di opinioni, contrasti», i quali potevano essere decisi tanto con le armi, quanto con un processo davanti al tribunale (M. Bellabarba, Violenza e guerra, in Introduzione alla storia moderna, a cura di Marco Bellabarba e Vincenzo Lavenia, Bologna, Il Mulino, 2018, p. 131).