Federalismo: presuppone la preesistenza di Stati più o meno indipendenti che per ragioni varie – generalmente di comune difesa – si vanno a federare delegando una parte delle loro competenze a un organismo federale, ma conservando la propria identità sia dal punto di vista amministrativo che da quello politico. Distinguiamo gli Stati federali dalle confederazioni, nelle quali i vari Stati mantengono tra di loro relazioni tanto blande da essere piuttosto inconsistenti: è il caso della confederazione germanica, creata nel 1815, e comprendente tra l’altro due grandi potenze, la Prussia e l’Impero austriaco, assolutamente autonome e anzi vicendevolmente ostili. Le colonie americane ribelli all’Inghilterra e federatesi negli Stati Uniti d’America mantenevano anch’esse inizialmente rapporti piuttosto blandi: in questo caso i federalisti furono coloro che chiesero un accentramento, cioè un aumento dei poteri federali a scapito di quelli dei singoli Stati. Recentemente alcuni Stati federali, come la Jugoslavia e l’Unione Sovietica, si sono spaccati tra conflitti sanguinosi dando luogo a entità del tutto indipendenti. Altrove può riscontrarsi una qualche convergenza tra i due modelli di Stato, federale e accentrato: quasi tutti gli Stati federali si sono dotati di forte governo centrale, mentre negli stati accentrati di antica tradizione come la Spagna, l’Italia e persino la Francia si sono registrate tendenze a un decentramento radicale (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, p. 635).