Enclosures: Recinzioni di terre demaniali in Inghilterra, dapprima abusive e comunque contrarie agli usi civici consolidati, poi invece legalizzate; ad opera di proprietari interessati prima allo sviluppo della pastorizia, più tardi della sperimentazione agricola, fra Cinque e Settecento (P. Viola, L’Europa moderna. Storia di un’identità, Torino, Einaudi, 2004, p. 351).
Enclosures: Il consolidamento delle proprietà in complessi organici e l’abolizione dei diritti comuni avvenne tramite la recinzione (enclosure in Inghilterra). Il fenomeno interessò, in misura maggiore o minore, molti paesi europei: fu solo una tappa in una vicenda che, soprattutto nel Settecento, portò all’eliminazione di tante istituzioni e regolamenti che erano ormai d’intralcio sulla via della crescita nelle campagne. In alcuni casi le recinzioni furono un processo ampio. Le pratiche di coltivazione e i rapporti agrari ne risultarono modificati in profondità. In altri, invece, soprattutto nell’Europa meridionale, il processo di recinzione fu fenomeno più superficiale e lambì appena le condizioni della proprietà terriera e le pratiche agrarie delle comunità rurali. Ciò avvenne anche perché le pratiche comunitarie esercitavano qui un’influenza assai minore. La recinzione non fu ovunque una tappa obbligata nello sviluppo delle campagne. Il processo della recinzione si svolse, durante il Settecento, su due fronti: 1. si effettuava la spartizione dei beni comunali tra i proprietari della comunità; 2. si sopprimevano gli usi del pascolo comune sui campi aperti mentre i terreni di ogni proprietario venivano raggruppati a formare unità compatte. Questo è almeno il modello classico dell’enclosure, quello dell’Inghilterra. Le variazioni, come sempre accade, furono infinite in altre aree. In sostanza, dunque, un proprietario che aveva i suoi campi sparsi nel territorio del villaggio otteneva una proprietà più o meno compatta e più o meno pari in valore ed estensione a quella che aveva in precedenza. Se prima possedeva il 5 per cento delle terre, in seguito alla recinzione otteneva ancora il 5 per cento, ma in forma compatta: non più campi diversi intrecciati in un mosaico complicato, ma una proprietà organica ben delimitata. Riceveva, inoltre, una quota dei beni comuni pari pressappoco alla quota dei beni che possedeva nella comunità. Alla sua proprietà si aggiungeva, dunque, un 5 per cento delle terre comuni, che egli possedeva ora in forma privata. Otteneva anche il dritto di recintare le sue terre per evitare che pecore, capre, vacche di altri vi andassero a pascolare e per proteggerle dai vicini. Non era la nascita della proprietà privata, ma la sua terra ora era più sua di quanto non fosse prima (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 161).