Emigrazione/immigrazione: I movimenti di popolazione sono fenomeni costanti nella storia dell’umanità; variano l’intensità, le cause e le modalità di sbocco del processo migratorio, ma le possibili tipologie di emigrazione rimangono le stesse. Si passa così dai movimenti generati da un’invasione violenta e da una conquista territoriale agli esodi determinati da guerre, carestie, epidemie; oppure dagli spostamenti stagionali di forza lavoro ai fenomeni che portano allo sradicamento di interi segmenti di popolazione da un luogo, alla ricerca di lavoro o di sicurezza, e ai tentativi di integrazione in uno spazio diverso. Se l’emigrazione non è affatto un fenomeno dell’età contemporanea alcune peculiarità di quest’epoca possono tuttavia essere messe in luce. Si pensi, ad esempio, agli effetti determinati dai processi di sviluppo e di industrializzazione: economie tradizionali come quelle del Sud e di altre regioni italiane, oppure dell’Irlanda o della Scozia conobbero l’integrazione nei mercati capitalistici nazionali e internazionali attraverso l’esperienza dell’emigrazione di una fetta consistente di popolazione verso i centri dello sviluppo industriale, in Europa come negli Stati Uniti. In connessione con questo tema, è caratteristico del tardo Ottocento e di tutto il Novecento il problema dell’integrazione di masse crescenti di lavoratori non indigeni all’interno di spazi urbani radicalmente rimodellati dalla crescita industriale; fra segregazione, autonomia-isolamento e assimilazione si disegnano, nel mosaico delle gigantesche città industriali del Novecento, le traiettorie dei gruppi nazionali o etnici (come i neri o gli ispanici americani) che hanno alimentato il serbatoio della forza-lavoro nei decenni caldi dell’espansione industriale. Senza trascurare l’importanza di altri tipi di emigrazione – quella delle élites intellettuali o quella che ha come protagonisti dissidenti o rifugiati politici – non c’è dubbio che sono stati i grandi flussi migratori, originati dall’espansione dell’ordine economico capitalistico da una parte, da guerre o da conflitti locali dall’altra, a imporre i problemi più urgenti: soprattutto quelli relativi alla convivenza nei luoghi di immigrazione e alla trasformazione delle identità culturali dei gruppi emigrati (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, p. 642). Vedi anche Migrazione.