Economie socialiste: I numerosi paesi che, nel corso del XX secolo, hanno adottato ispirati a tre principali modelli: la pianificazione centralizzata, il socialismo di mercato e l’autogestione. Il primo modello è stato adottato, a partire dal 1928 e fino alle riforme di Gorbačëv del 1986 in Unione Sovietica; il secondo modello è stato applicato in Ungheria a partire dal 1968 ed in Cina nel corso degli anni ottanta; la Jugoslavia aveva, invece, prescelto il modello delle imprese gestite dai lavoratori. La differenza di fondo tra i tre modelli riguarda i soggetti che assumono le decisioni principali in campo economico. Il modello centralizzato attribuisce questo ruolo in modo esclusivo all’ufficio di piano; quest’ultimo, infatti, ha il compito di definire le quantità da produrre delle diverse merci. Nel socialismo di mercato, invece, svolgono un ruolo importante anche i manager delle imprese. Costoro dispongono, infatti, di informazioni molto utili per formulare piani di produzione coerenti con i bisogni dei consumatori, da un lato, e le risorse disponibili, dall’altro. Questo modello è, dunque, caratterizzato da un maggiore grado di decentralizzazione. Ancora più decentralizzato è il modello jugoslavo in cui, di fatto, il ruolo dei pianificatori centrali viene assunto dai lavoratori che gestiscono e controllano le imprese in cui lavorano. Le economie socialiste sono nate con la speranza di poter rappresentare un’alternativa all’economia capitalistica di mercato e alle sue carenze sia dal punto di vista dell’efficiente utilizzo delle risorse che da quello di una più equa distribuzione dei redditi e della ricchezza. I tre modelli storici di socialismo hanno mostrato, anche se in misura diversa e per differenti motivi, limiti molto gravi sia sul terreno dell’efficienza che su quello dell’equità. In generale, le economie socialiste non sono riuscite a dare risposte adeguate a due fondamentali problemi: gli incentivi dei vari agenti economici e la raccolta di informazioni sulle preferenze dei consumatori e sulla disponibilità di risorse (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, p. 641).