Economia monetaria: Con l’espressione […] gli storici hanno talora fatto riferimento a un sistema economico in cui le relazioni di scambio avvengono prevalentemente tramite la moneta, che costituisce il mezzo di scambio per eccellenza. Per moneta in questo caso s’intende non soltanto la moneta coniata, ma ogni tipo di circolante cui viene riconosciuto valore di scambio. L’economia monetaria esiste, dunque, anche in periodi che non conoscono moneta coniata, ma soltanto moneta in natura. Tipi di moneta in natura sono stati, nelle epoche più antiche, il bestiame, le conchiglie, le pellicce, le stuoie, il sale, i bacili. Più tardi questi mezzi di circolazione furono sostituiti da metallo in barre come rame, bronzo, ferro. Infine da metalli nobili come l’oro e l’argento. Più tardi ancora – sembra dall’XI-VIII secolo a.C. – da metalli coniati. La coniazione della moneta valse a favorire gli scambi e a diffondere l’economia monetaria. Fuori dall’Europa la tendenza in questa direzione fu accelerata dalla comparsa, nella Cina del II secolo d.C., delle prime forme di carta moneta. Più tardi, nel basso Medioevo, i progressi del credito, diffusi prima in Italia centrale e poi verso nord, posero le basi per la trasformazione dell’economia monetaria in economia creditizia. In questa l’uso del mezzo di scambio può diventare superfluo, sostituito com’è dai trasferimenti bancari da un conto all’altro (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 375).