Economia-mondo: Il concetto […] sta a indicare un insieme di aree geografiche, ognuna con diversa specializzazione produttiva e con diversi rapporti di produzione, collegate da relazioni commerciali. In questa divisione spaziale del lavoro esistono un centro (una città, una regione, un’area territoriale più avanzate) e altre aree e città collegate in forma subordinata (periferie). L’economia-mondo deve essere distinta dall’economia mondiale, che è l’economia del mondo globalmente inteso. L’economia-mondo coincide, invece, con l’economia di una parte del mondo. Questo concetto è stato applicato dapprima all’economia del Mediterraneo nel XVI secolo. È stato poi usato anche nello studio dell’economia del mondo antico e di aree extraeuropee. Il concetto di economia-mondo è diventato centrale nell’opera di Immanuel Wallerstein (Il sistema mondiale dell’economia moderna), secondo il quale nel continente europeo un’economia-mondo comparve dalla fine del XV secolo o dagli inizi del XVI. Wallerstein ha distinto, nell’economia dell’epoca, aree centrali (le aree dell’Europa nord-occidentale) e periferiche (le Americhe e l’Europa orientale), caratterizzate da rapporti di produzione differenti: più avanzati per le prime (lavoro salariato) e più arretrati per le seconde (schiavitù e servitù) (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 185).