Economia contadina: Il concetto non coincide con quello di economia agraria. L’economia contadina è un caso speciale di economia agraria. Il carattere che la distingue è che in essa il grosso della produzione agricola è assicurato dalla cellula fondamentale che la compone, la famiglia contadina con le terre che coltiva. Prima della fabbrica, questa è la più importante e più diffusa unità di produzione. Nell’economia contadina non rientrano, dunque, economie basate su aziende di schiavi o su lavoro servile oppure su lavoro salariato, che pur possono rientrare nel concetto di economia agraria (e di società agraria). In esse l’unità elementare della produzione non è, o non è in prevalenza, il piccolo podere condotto da una famiglia e composto, in parte o del tutto, da terreni propri e da terreni presi in affitto: ciò che invece è tipico dell’economia contadina. Altri elementi distinguono questa formazione economica. Il primo è che la famiglia contadina, tramite la produzione realizzata sul suo podere, fa fronte, innanzi tutto, alla propria sussistenza. Ciò non significa che tutta la produzione sarà assorbita dai membri della casa: di solito lo sarà solo una parte, variabile in ogni piccola azienda, in ogni regione e anche in ogni annata. Ne consegue, come secondo elemento, che i contatti con il mercato, talora fondamentali, non saranno però in media tali da influenzare sempre l’orientamento produttivo della famiglia contadina. Esso sarà rivolto a far fronte, prima di tutto, alle necessità interne, nelle forme che la tradizione ha consacrato da generazioni. […] Solo secondariamente le scelte saranno influenzate dal linguaggio dei prezzi di mercato. L’economia contadina, dunque, non è un’economia di mercato. Un terzo aspetto distintivo è che all’interno dell’azienda familiare risulta limitato il ricorso a lavoratori salariati. Né i membri della famiglia sono occupati, se non saltuariamente, dietro salario. Di conseguenza le scelte produttive compiute all’interno dell’azienda non sono di solito influenzate dal movimento dei salari all’esterno. Nonostante tutto ciò, la casa contadina non vive senza contatti con il mondo esterno. Altri criteri distintivi dell’economia e della società contadine sono, infatti, la presenza dello stato, da cui i singoli, anche lontani, sono influenzati e l’esistenza di rapporti tra città e campagna. La città […], con la sua piazza del mercato, è spesso un punto di riferimento sia per le vendite pur modeste di generi alimentari sia per gli acquisti pur limitati di manufatti da parte del contadino. Anche con queste specificazioni il concetto di economia non può non apparire, tuttavia, alquanto generico. È inevitabile, d’altronde, che ciò accada quando si tenta di abbracciare una realtà così ampia come quella del mondo agrario prima dell’industrializzazione. Rientrano infatti in questo concetto non solo le economie rurali europee, ma anche quelle di gran parte del mondo, nei secoli che vanno più o meno dal Mille, e talora da molto prima, fin oltre la rivoluzione industriale (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, pp. 126-127).