Domestic system

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Domestic system: Dal sistema dell’artigianato fanno parte anche forme di organizzazione più complesse. In queste la combinazione nella stessa persona delle funzioni di lavoratore, imprenditore e mercante si viene sgretolando. Una prima modifica di rilievo si ha quando la funzione mercantile si separa da quella lavorativa e imprenditoriale dell’artigiano. In questo caso il piccolo produttore non lavora più solamente per una clientela locale che gli commissiona certi prodotti, come accade nella maggioranza dei mestieri. La sua produzione, invece, viene venduta interamente, o per la maggior parte, a uno o più mercanti. Questi ne curano poi la vendita in località di solito lontane, anche molto lontane. Solo la fase produttiva rimane sotto il controllo dell’artigiano. Questo sistema, indicato anche con il termine tedesco di Kaufsystem o con le espressioni inglesi di small clothier system o di domestic system, è frequente soprattutto nel settore tessile. È questo il caso del piccolo produttore di campagna o di città che acquista la materia prima (lana, lino, canapa) sul mercato o dai vicini. Talora egli la riceve dal mercante che poi curerà la vendita del tessuto. Poi lavora i materiali nella propria casa con l’aiuto della moglie e dei figli, che cardano e filano, e magari con un apprendista e uno o due lavoranti che lo assistono nella fase della tessitura. Nel caso della lana, a questo punto il tessuto viene portato in una gualchiera vicina per follarlo (e il lanaiolo indipendente retribuisce il gualcheraio per il suo lavoro), e magari anche in una tintoria a tingerlo. Una volta pronto, il tessuto passa dalle mani del piccolo produttore a quelle del mercante. Questo sistema di produzione era assai diffuso nell’industria laniera dello Yorkshire nel Sei e Settecento (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 273).

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