Deterrenza

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Deterrenza: L’idea di dissuadere un avversario da propositi bellici per mezzo di efficaci minacce di ritorsione ha assunto un’enorme importanza nell’epoca della guerra totale e della possibile distruzione atomica. In varie forme, la deterrenza è stata al centro del sistema bipolare che ha connotato il periodo della guerra fredda. Se negli anni del monopolio nucleare americano (1945-1949) essa ha funzionato a senso unico – come minaccia di devastazione del territorio sovietico in risposta a una situazione di crisi o di guerra in Europa – nei decenni successivi essa è divenuta sistematica e reciproca. Negli anni cinquanta la dottrina americana (e la strategia della Nato) si fondarono sulla minaccia di una «rappresaglia massiccia», di carattere nucleare, contro l’Urss. L’avvento dei missili intercontinentali e la crescita degli arsenali atomici di entrambi i contendenti mutò poi la struttura della deterrenza. Poiché neanche le città americane erano più al sicuro, negli anni sessanta prese forma la dottrina della «distruzione reciproca assicurata», fondata sulla possibilità, per ognuna delle superpotenze, di distruggere il nemico anche dopo aver subito un primo devastante bombardamento nucleare. Ciò portò all’ulteriore crescita di arsenali missilistici diversificati e più precisi, tali da sopravvivere a un eventuale attacco e attuare la ritorsione, in modo da rendere credibile la minaccia da cui dipendeva l’effetto di deterrenza (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, p. 640).

 

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