Decima: Si designano con il nome di decima i versamenti effettuati, in favore della Chiesa, da proprietari e coltivatori come contributo al sostentamento del clero, alla cura spirituale e all’amministrazione dei sacramenti. Le decime erano pagate alla propria Chiesa, per lo più in natura, da chiunque ricavasse frutti dal suolo, dalle acque e dall’allevamento. Nonostante il nome, la quota del raccolto e degli altri prodotti era spesso inferiore a un decimo. La Chiesa ha iniziato a rivendicare come obbligatorio il versamento delle decime già nel VI secolo, e tale obbligo venne poi sancito ed esteso dalla legislazione dei sovrani carolingi. Nel X e XI secolo, il diritto di riscuotere le decime passò in molti casi nelle mani di potenti laici, in seguito ad appropriazioni di fatto o a concessioni effettuate dai vescovi. La lotta contro queste appropriazioni venne condotta con energia a partire dalla Riforma della Chiesa nella seconda metà dell’XI secolo, ma occorse molto tempo prima che la Chiesa riuscisse a ritornare in possesso della gran parte delle decime (Alcune parole chiave della storia medievale, in Storia medievale, lezioni di E. Artifoni et al., Roma, Donzelli, 1998, p. 692).