Contenimento

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Contenimento: Teoria elaborata dal diplomatico americano George Kennan e assunta come guida della strategia internazionale statunitense a partire dal 1947. Nel difficile contesto del dopoguerra europeo, Kennan riteneva il regime staliniano avverso a ogni forma di dialogo diplomatico, ostile alle potenze capitalistiche e pronto a sfruttarne le debolezze in sede internazionale. Ma lo giudicava anche intrinsecamente debole e realisticamente cauto, disposto a piegarsi di fronte a una forza superiore. Gli Usa dovevano allora intraprendere un’azione di «paziente ma fermo e attento contenimento» dei sovietici, superando le illusioni di collaborazione maturate negli anni dell’alleanza antinazista. La logica del contenimento ispirò la dottrina Truman, il Piano Marshall e l’Alleanza atlantica, rigonfiandosi gradualmente fino a divenire il dogma cardinale della politica estera americana. A partire dalla guerra di Corea, in particolare, il contenimento fu considerato anche come impellente esigenza di deterrenza militare verso un movimento comunista internazionale ritenuto monolitico e votato all’espansione mondiale. Il presidente John F. Kennedy all’inizio degli anni sessanta teorizzò la necessità di un dinamico contenimento globale che doveva impegnare le risorse economiche, militari e intellettuali dell’America. La guerra americana in Vietnam fu diretta conseguenza dell’applicazione letterale di tale dottrina, che venne in seguito criticata e parzialmente rivista (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, p. 638).

 

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