Confraternita

– C –

Confraternita: Termine con cui si definisce un’associazione a scopi religiosi i cui membri (fratres), uniti dai vincoli formali di una famiglia spirituale, esercitano congiuntamente pratiche di devozione. La confraternita in questa prospettiva ha punti di contatto semantico con la consorteria, anch’essa «famiglia» di tipo contrattuale fondata però su vincoli di sangue e di alleanza politica. Se la consorteria fu prevalentemente la formula di aggregazione interpersonale del ceto aristocratico nel mondo urbano, la confraternita rappresentò l’equivalente per quello borghese e popolano, consentendo la creazione di legami di solidarietà e di assistenza mutualistica presso quella parte di popolazione che non aveva radicamenti antichi nel tessuto sociale cittadino, dove erano venuti meno i nessi di reciprocità che avevano caratterizzato le relazioni tra «vicini» (vicinanze). Forme solidaristiche erano state organizzate anche tra le associazioni di mestiere nell’età romana, ma il fenomeno confraternale vero e proprio si sviluppò compiutamente solo nel sistema urbano medievale, anche se in precedenza si conoscono «fratrie» sviluppate attorno alle strutture del clero secolare (cattedrali, pievi, parrocchie). La grande fortuna del movimento associativo tra i laici si determinò a partire dal XIII secolo grazie alla pastorale degli Ordini mendicanti che promossero la formazione di confraternite presso i nuovi ceti cittadini, consentendo loro di coniugare istanze devozionali con la nascente domanda di partecipazione politica del «popolo» agli organi di governo comunali. Strumenti ideali per la formazione del consenso religioso, esse ebbero parte rilevante nella lotta all’eresia, divenendo l’ambiente culturale in cui maturò una nuova morale che consentì di conciliare il sistema di valori «terreni» del mondo mercantile (masserizia) con quelli spirituali (carità): le opere di misericordia e la beneficenza con cui si compensava ad esempio la norma della pratica usuraria caratterizzarono il mondo urbano, creando le condizioni per la nascita dei futuri «servizi» sociali (dagli ospedali ai brefotrofi, agli ospizi per i poveri). Inoltre le forme di devozione e le pratiche religiose stimolate negli ambienti confraternali, come il canto della laudi o la pratica ascetica della flagellazione, segnarono profondamente il costume religioso, aprendo la strada alle forme spirituali dell’età moderna, caratterizzate dal rapporto diretto tra l’anima del fedele e Dio. Attraverso la cultura prodottasi nel mondo delle confraternite non solo si sarebbe evoluto il livello culturale dei laici – che contribuirono in maniera determinante allo sviluppo di una letteratura spirituale – ma, più significativamente, la devozione si sarebbe umanizzata nell’imitazione del Cristo o della Vergine, stimolando nuove forme di percezione e di rappresentazione religiosa. Attraverso questa nuova sensibilità, ad esempio, il Cristo giudice che la tradizione altomedievale aveva ieraticamente rappresentato nel trionfo della regalità, abbandonava il trono per tornare, morente e doloroso, sulla croce, apoteosi delle umane sofferenze, figlio affidato alle dolenti braccia della Madre (Alcune parole chiave della storia medievale, in Storia medievale, lezioni di E. Artifoni et al., Roma, Donzelli, 1998, p. 691).

 

Torna al Dizionario storico

Torna alla Home